Usi del modello (1)

L’uscita della ISO 19650 e la sistematizzazione di concetti chiave come quello di uso del modello e livello di sviluppo mi ha dato l’occasione che stavo cercando per rivedere le mie lezioni teoriche sul BIM, svecchiando un po’ di passaggi. In particolare, la sistematizzazione dei model purpose (gli obiettivi informativi, di cui ho già parlato qui) […]

L’uscita della ISO 19650 e la sistematizzazione di concetti chiave come quello di uso del modello e livello di sviluppo mi ha dato l’occasione che stavo cercando per rivedere le mie lezioni teoriche sul BIM, svecchiando un po’ di passaggi.

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Lo schema logico proposto dalla ISO 19650

In particolare, la sistematizzazione dei model purpose (gli obiettivi informativi, di cui ho già parlato qui) mi consente finalmente un focus verticale maggiormente concentrato solo su alcuni specifici scopi e, conseguentemente, su alcuni usi.

Gli obiettivi informativi identificati nella ISO 19650-1
Gli obiettivi informativi identificati nella ISO 19650-1

Ho quindi un grande serbatoio di informazioni ormai abbastanza datate, ma che possono comunque rivelarsi interessanti per alcune particolari ricerche, e ho deciso di pubblicare quelle vecchie lezioni in modo da renderle di pubblico dominio. Il fatto di renderle riservate non ha comunque impedito che venissero utilizzate da altri, spacciandole per proprie, quindi la condivisione non mi spaventa: dovreste ormai essere in grado di riconoscere la mia firma dietro a qualcosa, quando la vedete. Solitamente c’è Batman da qualche parte.

Ecco quindi la mia vecchia lezione sui model use, con cui solitamente apro le danze di un percorso dedicato al BIM, sperando che possa esservi d’aiuto e di intrattenimento. Seguiranno anche le mie vecchie lezioni sui Livelli di Definizione.

1. Model Uses: Comprendere il concetto

Per far comprendere il concetto di Model Use, ho a lungo aperto le mie lezioni con un semplice esercizio: realizzare un componente parametrico complesso (nel nostro caso, una famiglia di Revit) in un tempo irragionevole. L’oggetto che assegnavo era un pezzo d’arredo, il tavolo modello SH900 di Carl Hansen, disegnato da Strand & Hvass.

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L’oggetto è particolarmente adatto al ragionamento relativo al concetto di uso del modello perché è semplice eppure presenta alcune particolarità su cui si è costretti a ragionare costruendone la controparte virtuale: è estensibile, viene realizzato in una sola essenza ma con tre diverse finiture superficiali (soap, oil, white oil), la sua geometria non è eccessivamente complessa eppure presenta alcuni dettagli su cui è necessario ragionare. Inoltre, il materiale messo a disposizione sul sito di Carl Hansen è sufficientemente vario e indirizza il ragionamento nella direzione giusta: mentre il cad bidimensionale è semplificato, il tridimensionale è poco meno di un costruttivo e raffigura anche i meccanismi di scorrimento nel dettaglio.

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La necessità di realizzare questo tavolo in un tempo totalmente irragionevole spinge a una considerazione logica: sapendo qual è l’obiettivo per cui questo oggetto deve essere realizzato, è possibile fare un passo indietro rispetto a numerosi dettagli e concentrarsi solo su ciò che serve. In altre parole, il tavolo non può essere realizzato in dieci minuti, ma in dieci minuti è ampiamente possibile realizzare un volume d’ingombro con le informazioni relative al tavolo in oggetto.

A cosa serve quindi il componente?

La domanda dovrebbe essere posta sempre e incide pesantemente, come si è visto, non solo sul componente stesso ma anche sul suo tempo di realizzazione e, di conseguenza, sulla produttività di chi deve realizzarlo.

Se l’obiettivo è realizzare un layout (un uso del modello che vedremo veniva definito Design Authoring), è chiaramente indispensabile che il tavolo sia parametrizzato in modo da mostrarne la funzione estensibile, ma forse possiamo prescindere su altri dettagli, per il momento.

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Se l’obiettivo è visualizzare l’estetica della configurazione, evidentemente non è possibile prescindere da una rappresentazione fedele dell’oggetto, sia dal punto di vista geometrico che per l’assegnazione dei materiali, ma forse le informazioni relative all’oggetto e alla sua finitura possono essere molto leggere.

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Se il modello deve essere utilizzato per analisi, di qualunque tipo, il discorso si complica ulteriormente. Nel caso di un’analisi luminosa come in figura, ad esempio, l’assegnazione corretta del materiale non basta ma è necessario entrare nel merito anche della sua finitura superficiale che, come accennavo inizialmente, porta alla creazione di 3 tipi nella famiglia (tipi che per gli altri usi avremmo anche potuto trascurare).

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Per utilizzi come la logistica, l’acquisto del pezzo o la sua realizzazione, vediamo il livello di approfondimento geometrico e informativo variare drammaticamente, da un semplice parallelepipedo carico di informazioni a un oggetto estremamente dettagliato ma con meno parametri compilati. Tutto questo è normale. Lo stesso oggetto può assolvere a diversi scopi ed è necessario che questi siano definiti preventivamente, per evitare sprechi e sovraccarichi. Questo è ciò che chiamavamo uso del modello.

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2. Usi del modello: un concetto superato?

No.
Quando scritto fino ad ora rimane valido anche con la ISO 19650, che tuttavia introduce un concetto a monte su cui generalmente passavo una mano più leggera, ovvero la definizione degli obiettivi informativi da parte del cliente. Sulla relazione tra obiettivi e usi del modello, tuttavia, mi concentro nelle mie nuove lezioni e se volete entrare con competenza nel nuovo mondo… beh, la prossima edizione del MasterKeen parte il 2 settembre 2019 e le iscrizioni sono aperte.

In mancanza di usi codificati, tuttavia, molto sforzo doveva essere investito nell’analisi di vari possibili framework di classificazione. Parte di questi viene effettivamente superata dal lavoro fatto nella nuova norma. Le classificazioni tuttavia ci aiutano a comprendere meglio ciò che abbiamo di fronte e quindi sono sempre utili. Di seguito ad esempio, un tentativo di tassonomia dei superpoteri, realizzato da PopChart Labs. Mi serve solo per vedere quanti sono arrivati a leggere fino a qui, se siete attenti o se ci sono troppi pochi gattini e vi sto perdendo.

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Domani, stesso posto stessa ora, il segmento di lezione relativo agli usi del modello nello standard americano.

 

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