Gli incredibili X-men #264

Infinocchiata dalla variant cover, e complice le recenti delusioni su X-men deluxe, sono tornata a comprare dopo tanto tempo anche la testata mutante senza costina. Cosa ci ho trovato? Beh, tanto per cominciare Generation Hope non è una cattiva testata, anche se la piccola rossa è una Summers, per quanto d’adozione, e rischia di fare […]

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Infinocchiata dalla variant cover, e complice le recenti delusioni su X-men deluxe, sono tornata a comprare dopo tanto tempo anche la testata mutante senza costina. Cosa ci ho trovato? Beh, tanto per cominciare Generation Hope non è una cattiva testata, anche se la piccola rossa è una Summers, per quanto d’adozione, e rischia di fare la cazzata da un momento all’altro, come più o meno tutti i Summers. Kieron Gillen continua ad imbastire storie incentrate sulle “luci”, i nuovi mutanti toccati da Hope e riattivati, e lo affianca un buon Steven Sanders, con il suo tratto chiaro e semplice, fatto di figure ben proporzionate e tavole equilibrate, senza infamia né lode. Lo segue Greg Land, l’intramontabile pietra dello scandalo (che a me comunque piace ed è sempre piaciuto), che su Uncanny X-men va ad affiancare lo stesso Kieron Gillen per riportare in vita Sinistro. Perché? Perché sì. Come? Non si sa. Zitti e non vi lamentate: meglio Sinistro di Sinistra. Ed è proprio Sinistro a raccontarci le conseguenze dello Scisma, saga che non ho commentato per pietà di voi, seguendo la partenza dell’ultimo ad andarsene, Bobby, e il ritorno con partenza simbolici della Bestia, Ciclope che chiude in scatola le foto di famiglia (beh, lui è un maestro nell’insabbiare le perdite e i lutti, nessun dubbio su questo), la nuova squadra estinzione che si forma giusto in tempo per fronteggiare lui, lo scienziato del XIX secolo, l’uomo che ha tentato un approccio scientifico all’eterna domanda, la domanda che ci siamo posti tutti, ovvero che diavolo hanno in testa i Summers. Ora, nulla da dire sulla nuova squadra e sull’impronta che decide di darle Kieron Gillen, sulla carta la composizione è letteralmente da orgasmo, ma… beh, Namor è ben tratteggiato: tamarro e sensuale al punto giusto, sbruffone, insubordinato, e forse un filo troppo pomicione persino per i suoi standard e persino considerando la sua nota passione per le bionde; Magneto non è male, anche se potrebbe fare di meglio, e non è sbagliata l’osservazione di Ororo (quest’ultima caratterizzata in modo accettabile, ma si sa che il personaggio è un personaggio molto difficile). Magik sembra rimanere un po’ nell’ombra di Colosso, qui di nuovo alle prese con la sua doppia personalità, e di certo si starebbe meglio se non ci fosse Ciclope, ma si fa quel che si può. Credo comunque che concederò alla testata la chance di un altro numero, per vedere dove Gillen vuole andare a parare.

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