X-men deluxe #204

Numerillo effettivamente piuttosto inutile, che conferma il mio scetticismo riguardo a questo nuovo formato semi-monografico della testata e che mi porta nuovamente a pormi la domanda più temuta dal collezionista: per quanto tempo ancora resisterò? Il pezzo forte di questo numero dovrebbe essere Mostruoso (Monstrous, in quattro numeri, originariamente pubblicato su Astonishing X-men #36-#41, tra […]

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Numerillo effettivamente piuttosto inutile, che conferma il mio scetticismo riguardo a questo nuovo formato semi-monografico della testata e che mi porta nuovamente a pormi la domanda più temuta dal collezionista: per quanto tempo ancora resisterò? Il pezzo forte di questo numero dovrebbe essere Mostruoso (Monstrous, in quattro numeri, originariamente pubblicato su Astonishing X-men #36-#41, tra l’aprile e l’ottobre 2011). O almeno così recita l’indice del numero. Notate niente? Qualcuno sa far di conto? Dai, vi aiuto. Ecco l’indice per esteso:

  • Mostruoso #1 (Monstrous #1, da Astonishing X-Men #36 dell’aprile 2011)
  • Mostruoso #2 (Monstrous #2, da Astonishing X-Men #37 del luglio 2011)
  • Mostruoso #3 (Monstrous #3, da Astonishing X-Men #39 dell’agosto 2011)
  • Mostruoso – conclusione (Monstrous – conclusion, da Astonishing X-Men #41 dell’ottobre 2011)

Quando l’ho letto, sono partita alla ricerca. Cosa era mai successo per far fermare Astonishing X-men nel maggio e nel giugno dell’anno scorso? E quali mirabolanti avventure conteneva questo speciale Astonishing X-men #38 pubblicato a cavallo tra il luglio e l’agosto dello stesso anno? E Astonishing X-men #40 (settembre 2011)? Niente. State calmi e non vi eccitate. Ecco come dovrebbe essere la scaletta:

  • Mostruoso #1 (Monstrous #1, da Astonishing X-Men #36 dell’aprile 2011)
  • Mostruoso #2 (Monstrous #2, da Astonishing X-Men #37 del maggio 2011)
  • Mostruoso #3 (Monstrous #3, da Astonishing X-Men #39 del giugno 2011)
  • Mostruoso – conclusione (Monstrous – conclusion, da Astonishing X-Men #41 dell’agosto 2011)

Cosa accadeva nel numero Astonishing X-Men #38, pubblicato anch’esso in maggio? Una breve avventura con Tempesta, Colosso, Kitty, Hank e l’agente Brand, scritta da Christos Gage e disegnata dal mio amatissimo Salvador Larroca. Il secondo numero di questa avventura in tre parti è pubblicato su Astonishing X-Men #40 (di luglio) e si conclude poi su Astonishing X-men #42 disegnato da Juan Bobillio e pubblicato in settembre. Rimesso ordine nel pasticcio, e domandandosi quando e se leggeremo questo Meanwhile, torniamo a Monstrous, scritto da Daniel Way (che odio dai tempi delle origini di Wolverine, con sentimento, da non confondersi neanche per sbaglio con quelle di Paul Jenkins). La storia vede la partecipazione di diversi disegnatori ed è pubblicata in occasione del cinquantesimo compleanno della Marvel, cui l’autore decide di rendere omaggio rispolverando l’Isola dei Mostri, di fantasticiquattriana memoria: il primo episodio è disegnato da quel Jason Pearson che su Facebook ha recentemente annunciato il proprio suicidio; il secondo vede l’affiancamento di Sara Pichelli, normalmente molto piacevole ma che con Pearson crea una miscela di smorfie ai limiti dell’inguardabile; il terzo numero e la conclusione, unici considerabili veramente decenti dal punto di vista grafico, sono disegnati da Nick Bradshaw, che magari qualcuno ha di recente visto per il teaser di Things to come (teaser di Wolverine & the X-men, scritta da Jason Aaron e disegnata da Chris Bachalo). Tenete d’occhio il suo blog Scary Happenings, se vi piace: spesso mettein vendita bozzetti e schizzi.

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Tornando alla storia, in molti ne hanno parlato già, da questa e dall’altra parte dell’oceano, ed effettivamente devo unire la mia voce al coro: questa roba non ha veramente nulla di astonishing. Siamo ben lontani dallo story-arc di Joss Whedon, che aveva reinventato un nuovo significato per l’aggettivo, ma anche da storie speciali come quelle di Warren Ellis. Questo nuovo ciclo di Christos Gage è una normalissima storia degli x-men: un lutto normale, un classico rapporto padre-figlia mutante, quello tra Hisako e il suo unico parente rimasto in vita. Classiche questioni morrisoniane e pre-morrisoniane da mio figlio è mutante, mio padre mi odia, e classicissime questioni orientali del comportati bene e porta rispetto. Le solite dinamiche di squadra Ciclope – Emma – Wolverine. Un super-nemico, mostroni e tante mazzate. Una normalissima storia anche un po’ insipida, contro un nemico che avrebbe anche del potenziale, se non si chiamasse Mentallo come un nemico di Rat-Man (e non andasse in giro vestito nello stesso modo). In breve, una storia perdibilissima, avara di qualunque emozione che non sia una punta di noia.

Che dire invece del dessert, New Mutants #25 e #26? Si potrebbe dire che è un po’ un controsenso inserire due episodi di una testata ongoing all’interno di un sedicente volume monografico. O si potrebbe dire che il dinamico duo britannico Dan AbnettAndy Lanning è dinamico come un episodio della Pimpa. O si potrebbe dire che New Mutants senza Illyana non sono New Mutants. Personalmente preferisco limitarmi a dire che questi due episodi mi hanno annoiata anche più di Astonishing. E poi proprio non posso leggere una storia con un tizio che si chiama X-man, è più forte di me, è come avere un Avenger nei Vendicatori, o un Fantastic One nei fantastici quattro. Ah, no, aspettate… quello c’è. Mi ritiro in buon ordine.

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