"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

#BIMpill – WBS

Dato il grande successo della pillola della settimana scorsa (l’avevo detto: la WBS è più popolare di una cheerleader), approfondisco l’argomento prendendo un’altra pillola di saggezza, questa volta tratta dal volume monografico di Antonio Ortenzi dedicato a pianificazione di tempi e costi.

Nel libro (in cui troverete anche alcune parti su Agile e Scrum che vi dovrebbero apparire straordinariamente familiari) vengono elencati 9 passi per la redazione di una buona WBS:

  1. La WBS e la descrizione di tutte le attività previste ai vari livelli devono essere esaustive e di facile interpretazione;
  2. La scomposizione è corretta se i componenti di livello inferiore sono quelli necessari e sufficienti per il completamento dei corrispondenti di livello superiore (principio noto anche come Regola del 100%);
  3. Deve contenere il 100% del lavoro definito dal progetto e tutto il necessario alla sua realizzazione (sia esso interno, esterno o appaltato) inclusa la gestione;
  4. La WBS deve essere flessibile, per poter variare l’impostazione e la sequenza delle attività.
  5. Anche se i vari livelli possono essere ottenuti seguendo logiche diverse, ogni singolo livello di disaggregazione deve essere sviluppato secondo una sola logica interna;
  6. Ogni parte della WBS deve essere formulata tenendo in considerazione il fatto che è necessaria una sua codificazione;
  7. La WBS deve essere compatibile con i requisiti imposti dalla contabilità industriale e con quelli legati ai sistemi aziendali in gioco;
  8. I Work Package devono essere omogenei;
  9. Deve poter permettere una pianificazione delle milestone, rappresentate da eventi o da attività con durata zero, come ad esempio la fine dei collaudi di un impianto, la consegna dei lavori, il rilascio di un’autorizzazione, l’aggiudicazione di un work package.

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