"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

#BIMpill – DevOps e riduzione degli sprechi

La riduzione degli sprechi è uno dei principi base nella gestione sostenibile di un progetto ed è centrale a interi sistemi, tipicamente i sistemi Lean.

I framework Agili, da bravi figli del Lean, non sono da meno e anche il DevOps, di cui sono tornata a parlare nella pillola della settimana scorsa, propone i suoi sistemi per ridurre gli sprechi. Ce ne parla sempre Gene Kim nel suo testo fondamentale sul sistema.

In particoolare gli sprechi in DevOps vengono identificati come:

  1. Lavoro parzialmente svolto: questo lavoro diventa obsoleto e perde in fretta di valore, motivo per cui spesso all’interno di un flusso BIM non ha molto senso “iniziare a impostare” e, come spesso capita, c’è fare e non fare, ma non c’è provare;
  2. Processi extra: ogni lavoro che viene svolto in aggiunta a ciò che dà valore al cliente (es: parametri ricompilati manualmente solo perché qualcuno non sa usare gli strumenti nel modo corretto);
  3. Gold plating: aggiunta di caratteristiche (ad esempio usi, nel nostro caso) non richiesti dal cliente e non necessari all’organizzazione (questo è il tipo di sprechi cui si indirizza una buona parte della nuova norma sul Livello di Fabbisogno Informativo);
  4. Task switching: quando le persone vengono messe a lavorare su troppi progetti, costringerli a passare da un progetto all’altro comporta perdite di tempo e di informazioni, specialmente in lavori tecnologicamente complessi come la programmazione o – nel nostro caso – la modellazione informativa;
  5. Attese: quando i tempi si allungano a causa, ad esempio, di flussi di approvazione inefficienti, il tempo speso non lavorando sul progetto si frappone tra il cliente e il valore che deve ricevere (anche quando le attese sono determinate dal cliente stesso);
  6. Movimentazione: esattamente come accade per il Lean, anche la movimentazione di informazioni (e non solo di merci) genera uno spreco e dovrebbe essere ridotta il più possibile… la cosa purtroppo non va completamente in accordo con quello che abbiamo visto qualche settimana fa in relazione all’Ambiente di Condivisione dei Dati “diffuso”;
  7. Difetti: l’introduzione di difetti, specialmente all’inizio dei processi, introduce problemi che diventano sempre più grandi mano a mano che si procede con il lavoro ed è quindi importante che elementi o parti di codice malfunzionanti siano eliminati da subito (pensiamo ad esempio a quanto si paga, più tardi nel processo, l’introduzione nel modello di componenti parametrici non sviluppati in modo ottimale);
  8. Lavoro manuale o non standardizzato: ogni volta che si richiede un lavoro manuale (spostare un file, ricompilare un parametro) si introduce un elemento di rischio e uno spreco.

Kathleen Jamie on Attention and Corridors

Kathleen Jamie is a Scottish poet and essayist, born in 1962, known for her prose and poetry about landscape, place, and everyday life. Findings is her essay collection of personal reflections, first published in 2005, and it moves through nature and cities, archaeology, hospitals, family

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