"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Comunicazione 101

Cara Trenitalia,

Quando ero ragazza, ogni tanto mi capitava di prendere il treno da Milano a Tirano, per raggiungere i miei genitori in vacanza sul lago. È un viaggio verso nord, attraverso la Brianza Felix, che molto presto trasforma la campagna in una collina boscosa e poi, finalmente, il lago.

E li vedevi, i più svegli alla fermata di Monza, i più distratti quando fuori dal finestrino iniziano a comparire i primi laghetti, guardare il proprio biglietto, guardarsi intorno e poi, con quell’espressione caratteristica di chi si rende conto che forse ha fatto una minchiata, chiedere: “Scusi, ma questo treno non va a Torino?”
E la risposta è “No, mi dispiace: questo treno va a Tirano.” Luogo oscuro noto solo a chi frequenta il lago di Como.
“Ah.”
Eh.

E il problema è che non c’è una bretella che da Lecco (o da Monza) ti porta a Torino: devi proprio tornare a Milano e riprovarci, per un totale di almeno un paio d’ore buttate nel cesso.

L’errore era così frequente non solo in virtù dell’assonanza, ma anche per una simpatica scelta di Trenitalia: il treno che andava a Tirano partiva sempre dal binario accanto a quello che andava a Torino.

Figlidellammerda.

Oggi i treni sono diversi: il treno che va a Torino è fatto a forma di treno, mentre quello che va a Tirano è ancora a forma di pentola a pressione. Per cui questa mattina, quando stavo prendendo il treno per Torino, mi sono fermata un istante, prima di salire sul treno già presente al binario, e mi sono detta “Ma è davvero questo catorcio?”
Ed è solo così che sto andando davvero a Torino, dal mio commercialista, e non inaspettatamente al lago a trovare mio papà.

Cara Trenitalia, quando e se metterete finalmente l’alta velocità anche per andare verso nord (cosa della quale dubito fortemente), potreste per favore ricordarvi di cambiare binario?

Un affezionato viaggiatore.

Spooktober

Spooktober 8 – My Aunt Margaret’s Mirror (3)

Continues from yesterday CHAPTER II. As she received no further news of Sir Philip, whether directly or indirectly, his unfortunate lady began now to feel a sort of consolation even in those careless habits which had so often given her pain. “He is so thoughtless,”

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Climb the ladder and hone the art of doubt

A few weeks ago, I wrote a piece on the art of questioning, and someone on LinkedIn aptly remarked that the main idea is dubito, ergo sum: doubting is one of the skills we humans have to hone and preserve in the age of AI.

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