"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

#BIMpill – WBS

Dato il grande successo della pillola della settimana scorsa (l’avevo detto: la WBS è più popolare di una cheerleader), approfondisco l’argomento prendendo un’altra pillola di saggezza, questa volta tratta dal volume monografico di Antonio Ortenzi dedicato a pianificazione di tempi e costi.

Nel libro (in cui troverete anche alcune parti su Agile e Scrum che vi dovrebbero apparire straordinariamente familiari) vengono elencati 9 passi per la redazione di una buona WBS:

  1. La WBS e la descrizione di tutte le attività previste ai vari livelli devono essere esaustive e di facile interpretazione;
  2. La scomposizione è corretta se i componenti di livello inferiore sono quelli necessari e sufficienti per il completamento dei corrispondenti di livello superiore (principio noto anche come Regola del 100%);
  3. Deve contenere il 100% del lavoro definito dal progetto e tutto il necessario alla sua realizzazione (sia esso interno, esterno o appaltato) inclusa la gestione;
  4. La WBS deve essere flessibile, per poter variare l’impostazione e la sequenza delle attività.
  5. Anche se i vari livelli possono essere ottenuti seguendo logiche diverse, ogni singolo livello di disaggregazione deve essere sviluppato secondo una sola logica interna;
  6. Ogni parte della WBS deve essere formulata tenendo in considerazione il fatto che è necessaria una sua codificazione;
  7. La WBS deve essere compatibile con i requisiti imposti dalla contabilità industriale e con quelli legati ai sistemi aziendali in gioco;
  8. I Work Package devono essere omogenei;
  9. Deve poter permettere una pianificazione delle milestone, rappresentate da eventi o da attività con durata zero, come ad esempio la fine dei collaudi di un impianto, la consegna dei lavori, il rilascio di un’autorizzazione, l’aggiudicazione di un work package.

Kathleen Jamie on Attention and Corridors

Kathleen Jamie is a Scottish poet and essayist, born in 1962, known for her prose and poetry about landscape, place, and everyday life. Findings is her essay collection of personal reflections, first published in 2005, and it moves through nature and cities, archaeology, hospitals, family

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