"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

蟲師

Mushishi è un fumetto delizioso come non me ne capitavano da tempo, illustrato con quello che forse non è il migliore degli storytelling possibili ma certamente disegnato con raffinatezza e buon gusto. Un fumetto ad episodi che ci porta in un mondo fantastico come può esserlo solo la mitologia giapponese, fatto di demoni e spiriti dei morti, di creature della casa e mondi onirici. Il Mushishi Ginko è uno studioso di quella varietà particolare di creature chiamate mushi, creature che si annidano nelle orecchie della gente per divorare i rumori o che si annidano nei portali dell’anima per renderne reali i sogni, creature che scorrono nel nostro mondo invisibili agli occhi ma che all’occorrenza si insinuano in un ospite umano manifestando straordinari sintomi, quasi fossero batteri soprannaturali. La psicologia del personaggio principale è per ora quasi inesistente (con due volumetti fin’ora pubblicati su un totale di 10), anche se già sul finale del primo volume si iniziano a gettare indizi sul suo passato e nuovi elementi di interesse. Tuttavia non è questo il fulcro centrale: l’oggetto del manga sono principalmente i suoi pazienti, e le storie che si incontrano sono quasi tutte storie di mesta solitudine come può esserlo solo la solitudine che segue il rivelarsi di una malattia incurabile o un lutto. Nel narrarci quindi di mistiche bestioline, Yuki Urushibara ci sta portando in una realtà molto più oscura in cui gli invalidi vengono dimenticati dalle famiglie in qualche luogo mediamente adatto alla loro condizione, in cui i paesi si svuotano attorno ad una persona considerata diversa ed in cui, in preda al rimorso e alla solitudine, non si riesce a mangiare o a dormire. E’ una realtà che vi suona familiare?

Summertime

Kathleen Jamie on Attention and Corridors

Kathleen Jamie is a Scottish poet and essayist, born in 1962, known for her prose and poetry about landscape, place, and everyday life. Findings is her essay collection of personal reflections, first published in 2005, and it moves through nature and cities, archaeology, hospitals, family

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comics and illustration

Leo Ortolani, Tapum

A un certo punto ci sarà una battuta, in questo fumetto, e riderete. Sappiate che è l’unica. Com’è giusto che sia. Se devo paragonare quest’opera a qualcosa, il confronto più azzeccato è probabilmente lo spettacolo che Marco Paolini trasse dal Sergente nella neve di Rigoni

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Omeros in the Caribbeans

Derek Walcott was a Saint Lucian poet, playwright, and painter, and one of the major voices of Caribbean literature. He won the Nobel Prize in Literature in 1992, and his work often explores Caribbean history, identity, colonial inheritance, and the meeting of European and African

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1 Comment
  • Pingback:Shelidon › Kyokuto Kitan
    Posted at 13:10h, 07 March Reply

    […] un’epica storia a metà tra mondo reale e mondo onirico in cui si muove Kuki, una sorta di Mushishi con la pistola. «Cosa distingue il mondo degli uomini da quello degli incubi, in cui il […]

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