Messiah Complex #5 (Messiah Complex #5, da X-men #205 del gennaio 2008). Mike Carey, coadiuvato da un Bachalo quasi guardabile, ci conduce attraverso questo nuovo capitolo di quello che è ormai definibile il prodotto più interessante della stagione dopo X-Factor. Mentre il doppio di Madrox e la piccola Layla sono nel futuro, la squadra di Ororo, Kurt, Logan Pjotr e Warren combatte di Marauders, con un piccolo aiuto a distanza da parte di Emma Frost e i New X-men, in parallelo, se la vedono con Lady Deathstrike nelle catacombe dei Purificatori. Un numero di combattimenti sfrenati e batoste che ci regala una sola emozione: la splendida Ororo che vedete qui accanto, armata di lancia e pronta a tutto. Questo naturalmente oltre al ritorno di Cable. Ci era mancato.
Messiah Complex #6 (Messiah Complex #6, da Uncanny X-men #493 del febbraio 2008). Continua la corsa Ed Brubaker e la continua con un Billy Tan che ha già dimostrato in passato di saper lavorare in perfetto tandem. Solo lui poteva regalarci scene come quelle dell’attacco delle sentinelle, e la sua Mystica è veramente splendida. Come dice Bobby, «almeno è come ai vecchi tempi: tutti contro di noi compresi i robottoni giganti». Ed è proprio questo ciò che si respira in questo cross-over: basta con le investibili cazzate che ci trasciniamo dietro da Morrison, basta con autori che non sanno che pesci prendere. Eppure non si tratta di uno sterile ritorno alle origini come molti hanno lamentato di fronte ad House of M: se l’idea di Bendis è riuscita a portarci dove siamo ora, è il caso di rendergliene merito. Abbiamo sì una storia vecchio stampo con i mutanti braccati e isolati, ma abbiamo aggiunto un carico eliminando l’elemento della speranza per il futuro, rendendo i mutanti dei freak of nature nel vero senso della parola, e non più il nuovo scatto della scala evolutiva. E una volta fatto ciò, abbiamo restituito questa speranza nella forma di un bambino indifeso, di un rude guerriero che lo ha portato via e di una spruzzata di riferimenti epici e biblici. E scusate se è poco.
Chiude l’albo un’interessante intervista a Chris Yost e Craig Kyle, gli autori di New X-men, che giustamente e in modo puntuale sottolineano come la ricchezza e la potenza dell’atmosfera attuale derivi da House of M e Decimation. E se ne approfitta per recuperare qualche vecchia cover, anche se non a tutta pagina. Meglio di niente.
Nell’albo ci sarebbe anche First Class, ma stendiamo un velo pietoso.







5 Comments
impbianco
Posted at 21:48h, 09 OctoberMa guarda caso concordo sia per Messiah Complex che per First Class :P L’unica cosa buona di quella serie sono le cover del caro Marko D. XD
X-Bye
Elderion
Posted at 22:33h, 09 OctoberMi piace quel disegno di Cable!
Shelidon
Posted at 11:01h, 11 OctoberMa guarda caso mi fa piacere che concordi. Però a me non piacciono nemmeno le cover, guarda un po’. Uno schifo su tutto il fronte.
@ Elderion: anche a me, moltissimo.
Damiani
Posted at 21:46h, 14 Octobercontinua a essere godibile e…imperdibile!
come le tue recensioni d’altronde!
Shelidon
Posted at 21:37h, 15 OctoberMerci mon cher.