"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Mussorgsky rulez (parte 2)

20120414-185706.jpg

Quando parlate di Mussorgsky, non è improbabile che la reazione del prossimo possa essere quella di Gollum in They’re taking the hobbits to Isengard (“What did you say?”). A quel punto potete tentare varie strade, ma la più efficace dovrebbe essere citare la Notte sul Monte Calvo, e in particolare la sua apparizione (non nell’arrangiamento di Rimsky-Korsakov ma in quello dello stesso Leopold Stokowski) come pezzo di chiusura per Fantasia con l’Ave Maria di Schubert.
Come spesso accade, la trasposizione a cartoni non è una resa letterale delle vicende narrate nell’originale poema sinfonico, ma ci si avvicina: la composizione di Mussorgsky, che ebbe una storia travagliatissima e non venne mai eseguita mentre l’autore era ancora in vita, prendeva probabilmente le mosse da una rielaborazione di quanto già scritto dallo stesso autore nell’Rco di vari progetti naufragati, e in particolare per l’opera comica La fiera di Sorochyntsi, da una storia breve di Gogol, e in particolare dal pezzo corale nel sogno del pastore. Il risultato finale, sulla cui effettiva paternità sussistono dubbi di ogni genere, è questa visione in quattro parti ambientata sulla Lysa Hora, il Monte Calvo vicino a Kiev, la notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno.

  • Сбор ведьм, их толки и сплетни (il radunarsi delle streghe e le loro chiacchiere)
  • Поезд Сатаны (il corteo)
  • Чёрная служба, Messe noire (la messa nera)
  • Шабаш (Sabbath)

Il demonio, che appare nel terzo movimento e viene scacciato al termine dal suono della campana che annuncia l’alba, è chiamato con il termine slavo Chernobog, il cui nome significa dio nero: nella versione della Mlada, un’opera-balletto incompiuta e sopravvissuta solo per la successiva rielaborazione dell’onnipresente Rimsky-Korsakov, il suo corteo viene dettagliato come composto non solo dalle streghe, ma anche da kikimorï (goblin femminili), la dea slava dell’incubo Morena, quello stesso Koschey dell’Uccello di Fuoco, oltre alle divinità della carestia, della pestilenza e delle inondazioni.
Quella di ieri sera è stata un’esecuzione all’insegna delle percussioni, giustamente acclamate e che hanno reso una straordinaria performance. Diretti da Jader Bignamini, l’energica Viviana Mologni è uno spettacolo anche per gli occhi, con il suo scenografico gusto per l’eleganza e la leggerezza del gesto, e le fanno da corredo dei piatti (quasi) impeccabili, un Luca Bleu che al gong potrebbe mettere un po’ più di entusiasmo (ha uno degli strumenti più belli dell’orchestra, per dio) e tutti i suoi amici (Ivan Fossati, Stefano Bardella, Federico Bottero e Lodovico Berto). Nonostante il corno non si smentisca neanche questa sera e ogni tanto si esageri con l’entusiasmo dando il giro, un ottimo spettacolo. Vedremo come saranno domani Kabalevsky e Stravinsky.

architecture, engineering and construction

Alas, it’s not parametric

Last week, in a fit of despair, I published a piece that touched on a few questions around open formats and proprietary formats, specifically asking whether it was legitimate or advisable for a contracting authority to require the delivery of a model in proprietary format

Read More »
books and literature

Yukio Mishima’s Death in Midsummer

I only knew Yukio Mishima for his Confessions of a Mask, so I had no idea of his extraordinary range and this collection of short stories was a pleasant surprise. Sure, you have death, as the titular tale suggests and way beyond, including the detailed

Read More »
art and fashion

Depero — Space to Space

I wanted to see this exhibition since it opened, but I couldn’t come around to it: I wanted to go with a friend, and our schedules never matched (also because the house-museum is closed two days during the week). I got a chance to see

Read More »
Share on LinkedIn
Throw on Reddit
Roll on Tumblr
Mail it
No Comments

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

RELATED POSTS

Alas, it’s not parametric

Last week, in a fit of despair, I published a piece that touched on a few questions around open formats and proprietary formats, specifically asking whether it was legitimate or advisable for a contracting authority to require the delivery of a model in proprietary format

Read More

Yukio Mishima’s Death in Midsummer

I only knew Yukio Mishima for his Confessions of a Mask, so I had no idea of his extraordinary range and this collection of short stories was a pleasant surprise. Sure, you have death, as the titular tale suggests and way beyond, including the detailed

Read More

Depero — Space to Space

I wanted to see this exhibition since it opened, but I couldn’t come around to it: I wanted to go with a friend, and our schedules never matched (also because the house-museum is closed two days during the week). I got a chance to see

Read More