"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Moryo’s Box

20120606-085658.jpg

Edito da Star Comics, ecco che giunge finalmente anche in Italia Mōryō no Hako (魍魎の匣) con il titolo di Mōryō’s Box. Si tratta dell’adattamento a fumetti, ad opera dello stesso autore, del celebre omonimo romanzo horror di Natsuhiko Kyogoku (京極 夏彦) che di questi cinque albi cura la sceneggiatura. L’autore, nato nel 1963 a Otaru, è un autore mystery dalla produzione relativamente ristretta ma dalla grande popolarità in patria, vincitore del 49º Mystery Writers of Japan Award proprio con Mōryō no Hako, da cui nel 2008 è stato tratto un anime firmato dalle Clamp, niente di meno, e sceneggiato da Sadayuki Murai, con la regia dell’allora esordiente Ryosuke Nakamura (che avrebbe poi firmato qualche episodio di Nana, oltre che storyboard per Claymore e Deathnote). Mica cazzi, insomma. E la firma delle Clamp, che hanno curato il look dei personaggi nell’anime, non si può dire non traspaia anche nello stile grafico di Aki Shimizu (志水 アキ), ai disegni del manga. È sufficiente la copertina, per rendersene conto. Del resto il suo stile era già affine a quello del quartetto, motivo per cui probabilmente la scelta è ricaduta su di lei (se non mi credete, provate a sfogliarvi cose come Legend of Zipangu). Non mi si fraintenda: la Shimizu ha uno stile suo, ed è uno stile estremamente delicato, onirico, che quasi ricorda le atmosfere pacate e inquietantemente sognanti di Ultimi raggi di luna (l’unica opera veramente buona di Ai Yazawa, a mio modestissimo avviso). E inquietantemente sognante è anche questa storia, tra ragazze fatte a pezzi, storie di orrore e follia quotidiana mescolate a mondi magici come la reincarnazione e le bambole. Una lettura imprescindibile, in questi tempi di magra.

Summertime

A Pilgrimage With No Shrine

The full German title of today’s book is Die Ringe des Saturn: Eine englische Wallfahrt — “The Rings of Saturn: An English Pilgrimage” — and it was written by W.G. Sebald, a German-born writer, essayist, poet, and literary scholar who lived much of his life

Read More »
music and theatre

Ma se io avessi previsto tutto questo

Francesco Guccini è stato una figura importantissima per la mia crescita e per il mio sviluppo personale. Sono cresciuta in una casa in cui il rapporto con la musica è stato quantomai particolare, almeno durante la mia infanzia, e l’avevo scoperto grazie all’intervento di due

Read More »
Summertime

Paths of the Mirror

Alejandra Pizarnik (1936–1972) was an Argentine poet, translator, and writer of Russian Jewish descent, and one of the most intense and influential voices of mid‑20th‑century Latin America. Born Flora Alejandra in Buenos Aires, she studied philosophy and literature but left academia to devote herself to

Read More »
Share on LinkedIn
Throw on Reddit
Roll on Tumblr
Mail it
No Comments

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

RELATED POSTS

A Pilgrimage With No Shrine

The full German title of today’s book is Die Ringe des Saturn: Eine englische Wallfahrt — “The Rings of Saturn: An English Pilgrimage” — and it was written by W.G. Sebald, a German-born writer, essayist, poet, and literary scholar who lived much of his life

Read More

Ma se io avessi previsto tutto questo

Francesco Guccini è stato una figura importantissima per la mia crescita e per il mio sviluppo personale. Sono cresciuta in una casa in cui il rapporto con la musica è stato quantomai particolare, almeno durante la mia infanzia, e l’avevo scoperto grazie all’intervento di due

Read More

Paths of the Mirror

Alejandra Pizarnik (1936–1972) was an Argentine poet, translator, and writer of Russian Jewish descent, and one of the most intense and influential voices of mid‑20th‑century Latin America. Born Flora Alejandra in Buenos Aires, she studied philosophy and literature but left academia to devote herself to

Read More