Why don’t you get things started
It’s time to get things started
On the most sensational inspirational celebrational Muppetational
This is what we call the Muppet Show!
E sull’acuto finale, possente come la voce dell’Onnipotente stesso, un tuono fece vibrare le vetrate del salone.
I live! – tuonò una profonda voce roca, densa di un’irresistibile carica erotica. Dalla fotografia una sensuale mano guantata emerse, protendendosi verso l’atmosfera tesa di Carfax Abbey, e il grande anello con zaffiro plastico scintillò alla vigorosa luce dei lampi mentre le faceva seguito la manica leopardata di una vestaglia. Ciuffi della chioma chiara si staccarono dalla superficie fluida e pastosa della fotografia e due aggraziate orecchie a punta. In un supremo sforzo di volontà, la figura emerse del tutto e cadde sul pavimento di marmo del salone, con un urlo straziante. “Oh my God what have I done? Kermit, my love!”
Filamenti densi e neri emergevano dalla fotografia, avvinghiandosi attorno ai sensuali prosciutti nelle calze a rete e strappando brandelli di glitter dai tacchi dei sandali. Con un urlo ancor più straziante del primo, le dita guantate nel raso affondarono tra le pieghe della generosa scollatura e strapparono la seta dell’abito, scoprendo ciò che tenem per fede non dimostrato.
“Cosa, Piggy, cosa? – mi chinai, scuotendola per le spalle. Un denso strato di nero dalla foto che si sfaldava mi si appiccicò alle mani, sviluppando un denso fumo. Le mani tremanti della fatale diva mi si aggrapparono al colletto della camicia. “Non pensate a salvarmi! – urlò. – Siamo tutti condannati ed è colpa mia, colpa mia!”
Dense strisce di nero iniziarono a colarle dalle folte ciglia, rigando le guance attorno all’aggraziato nasino e scivolando lungo le spalle.
“Diabolico kajal, esci da questo corpo di maiale! – tentai con voce ferma, nella vana speranza di epurare l’evocazione dal nero in cui si stava liquefacendo.
La divina lanciò un grido e dalla bocca dischiusa una grossa bolla d’inchiostro esplose, colando sul viso e sul pavimento.
“No, no!”
Tra le mie mani rimase solo una pozza di liquido nero, che stava lentamene evaporando.
“Verba volant, scripta manent! – intimai.
Risuonò una risata diabolica e maschile, profonda, che sembrava scaturire dal cuore stesso della tempesta. Sul marmo rimase una scritta a caratteri incerti.
Alzai gli occhi verso il Conte e i miei fratelli mutanti, sconvolti dall’orrido spettacolo. Dalla fotografia, l’altra figura sembrava sorridere diabolicamente. Quali orrori tramavano nell’ombra? Sperai che il Conte avesse la risposta, o almeno un’idea su dove iniziare a cercarla.





7 Comments
Conigliolo
Posted at 19:42h, 09 AugustVa là che a Carphax Abbey le palle non ce le rompiamo proprio mai, eh!
Shelidon
Posted at 19:44h, 09 AugustVero?
contenebbia
Posted at 15:08h, 14 AugustShelidon, ho dovuto prendere una decisione drastica perchè la situazione mi stava sfuggendo di mano!
Shelidon
Posted at 12:25h, 17 AugustComprendo perfettamente, Conte: io non so se avrei avuto il coraggio anche solo di invitarli a casa mia. Ce la faremo ugualmente.
contenebbia
Posted at 12:42h, 17 AugustSì: sto per partire in avanscoperta, dopo la rivelazione sconvolgente di matta hari, alla volta dell’abitazione di Pupo…E’ un lavoro sporco, lo so, ma qualcuno deve pur farlo, no?
Shelidon
Posted at 15:03h, 17 AugustAzione diversiva parallela (1)
[..] Dopo l’arrivo di Matta Hari a Cafax Abbey e l’epurazione dell’importuno esercito ad opera della Serpenta, le cose avevano iniziato a smuoversi. Ciò nonostante, non mi sentivo a mio agio. Un po’ perché, dopo l’acuto di Diamanda, tutti i di [..]
Shelidon
Posted at 16:56h, 17 AugustConte, posso solo ringraziarVi per avermi risparmiato la vista dell’orrida piramide!