"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Bruno Zevi – Il Linguaggio Moderno dell’Architettura

Ogni lunedì un libro per iniziare la settimana, e il libro di questa settimana mi è particolarmente caro.

Citato pesantemente nella mia prima lezione di BIM per l’Interior Design, è uno dei libri che hanno segnato i miei più giovani anni e la mia decisione di iscrivermi ad architettura quindi, se volete vederla in un altro modo, un libro che ha fatto dei danni importanti.

BrunoZevi001

Il linguaggio moderno dell’architettura: guida al codice anticlassico
di Bruno Zevi
Piccola Biblioteca Einaudi

Pochissimi sanno «parlare» e «leggere» l’architettura in termini attuali. Un solo linguaggio architettonico è stato finora codificato: quello del classicismo. L’architettura moderna, e con essa l’immenso patrimonio anticlassico del passato, viene paradossalmente considerata eccezione alla regola accademica, anziché linguaggio alternativo di piena, autonoma validità.

BrunoZevi002

Le sezioni del libro sono sette, i sette pilastri di quello che Zevi chiama il codice anticlassico:

  1. l’elenco come strumento per azzerare il codice classico;
  2. l’asimmetria e dissonanze;
  3. la tridimensionalità antiprospettica;
  4. la sintassi della scomposizione quadridimensionale;
  5. le strutture in aggetto;
  6. la temporalità dello spazio;
  7. la reintegrazione edificio-città-territorio.

In una serie di polemiche «conversazioni» dirette agli architetti, ma soprattutto ai fruitori dell’architettura e dell’urbanistica, Bruno Zevi identifica e commenta le sette invarianti che, confutando i preconcetti classicisti di cui siamo succubi, offrono la chiave per intendere i messaggi contemporanei: ne emerge un panorama eretico e meraviglioso.

BrunoZevi003

Il carattere provocatorio del saggio è annunciato dai due schizzi in copertina: piazza Venezia com’era, con la mole Torlonia a prolungamento del Corso e il fondale del palazzetto, davanti al quale poteva sorgere un monumento simile alla «mano aperta» di Le Corbusier; e la stessa piazza dopo lo sventramento che massacrò il cuore di Roma per dar luogo ad un faraonico, mostruoso scenario classicista.

Nella mia lezione del 9 e dell’11 marzo ho utilizzato principalmente due principi: l’elenco come metodologia progettuale, che cercherò di riprendere in un altro libro tra qualche settimana e che Zevi stesso riprende in un capitolo chiamato Elenco o Sistema, la tridimensionalità antiprospettica e le asimmetrie come nuovo codice di dissonanza per gli spazi, nello specifico per gli spazi in interno.

Cercherò di riprendere il principio della reintegrazione edificio-città-territorio quale principio guida semplice – come lo chiameremmo in LEGO® Serious Play – per la codifica degli algoritmi e delle simulazioni per la nuova urbanistica digitale delle Smart Cities. Consiglio però, in particolare, la sezione dedicata ad Architettura e Comunicazione.

Summertime

Omeros in the Caribbeans

Derek Walcott was a Saint Lucian poet, playwright, and painter, and one of the major voices of Caribbean literature. He won the Nobel Prize in Literature in 1992, and his work often explores Caribbean history, identity, colonial inheritance, and the meeting of European and African

Read More »
books and literature

Ioanna Papadopoulou’s The Castaway and the Witch

I had a genuine “oh shit” moment when I read the author’s preface saying this was darker than “Winter Harvest” because – and I absolutely ADORED “Winter Harvest” – that was pitch-black dark. I thought “we’re all going to die”. This maybe has something to

Read More »
Summertime

The Path You Have to Sing

Alexis Wright‘s Carpentaria, an epic work set in a fictional town called Desperance, opens before there are any people in it at all: an ancestral serpent, “a creature larger than storm clouds,” descends from the stars and drags itself across the wet clay of the

Read More »
Share on LinkedIn
Throw on Reddit
Roll on Tumblr
Mail it
1 Comment
  • Pingback:Umberto Eco – Vertigine della Lista – Shelidon
    Posted at 06:12h, 01 June Reply

    […] E in particolare avevo utilizzato la Guida al Codice Anticlassico di Bruno Zevi (consigliato qui) in relazione all’ipotetico destino che attende il generative design così come lo conosciamo […]

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

RELATED POSTS

Omeros in the Caribbeans

Derek Walcott was a Saint Lucian poet, playwright, and painter, and one of the major voices of Caribbean literature. He won the Nobel Prize in Literature in 1992, and his work often explores Caribbean history, identity, colonial inheritance, and the meeting of European and African

Read More

Ioanna Papadopoulou’s The Castaway and the Witch

I had a genuine “oh shit” moment when I read the author’s preface saying this was darker than “Winter Harvest” because – and I absolutely ADORED “Winter Harvest” – that was pitch-black dark. I thought “we’re all going to die”. This maybe has something to

Read More

The Path You Have to Sing

Alexis Wright‘s Carpentaria, an epic work set in a fictional town called Desperance, opens before there are any people in it at all: an ancestral serpent, “a creature larger than storm clouds,” descends from the stars and drags itself across the wet clay of the

Read More