Sono appena tornata dalla Scala e in particolare dal recital di Leo Nucci, davvero una grande serata. Era anche la prima volta, ahimé, che vedevo la nuova Scala dopo l’intervento dello svizzerotto e… beh, stendendo un velo pietoso sulla sistemazione esterna, ha messo giù un parquet che assomiglia in tutto e per tutto a questo, , i palchi senza gli storici specchi d’argento sono di uno squallore completo e sul soffitto con i trompe l’oeil si vedono i pannelli di cemento precompresso, per tacer del fatto che le scale e il percorso per i disabili non coincidono e che nei bagni aprendo le porte con troppa convinzione si va a sbattere contro i lavandini. Sarebbe un grande maestro dell’architettura?
Ma torniamo al grande Leo Nucci, che ci ha regalato una serata indimenticabile.
Ecco la scaletta:
Baritono – Leo Nucci
Pianoforte – James Vaughan (davvero bravo anche lui)
– Gioachino Rossini da Il barbiere di Siviglia: "Largo al factotum". Interpretato con grande brio, davvero un meraviglioso attacco;
– Gaetano Donizetti da Lucia di Lammermoor: "Cruda, funesta smania…La pietade in suo favore";
da L’elisir d’amore: "Come Paride vezzoso";
– Giuseppe Verdi da I due Foscari: "Eccomi solo alfine…O vecchio cor";
da Macbeth: "Perfidi! All’Anglo…Pietà, rispetto, onore";
da Un ballo in maschera: "Alzati!…Eri tu";
da Don Carlo: "Per me giunto…O Carlo, ascolta";
da Otello: Credo in un Dio crudel
– Giacomo Puccini da Gianni Schicchi: "Era uguale la voce?…Ah! Vittoria!", veramentre stepitoso;
– Giuseppe Verdi da Il trovatore: "Tutto è deserto…Il balen del suo sorriso", fantastico;
da Rigoletto: "Cortigiani, vil razza dannata", da brivido;
da La forza del destino: "Morir tremenda cosa…Urna fatale…Egli è salvo! Oh gioia immensa!".
Ci ha poi regalato ben quattro bis: dalla Traviata di Giuseppe Verdi ("Di Provenza il mar, il suol…"), dall’Andrea Chénier di Umberto Giordano ("Nemico della patria?") e una romanza da qualcosa che non ho riconosciuto, oltre che un’ultima straordinaria romanza dedicata al Teatro alla Scala, di cui posto il testo qui:
perché ritorno da te.
La mia canzone ti dice
ch’è il più bel sogno per me!
Mamma son tanto felice…
Viver lontano perché?
Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore
forse non s’usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Sento la mano tua stanca:
cerca i miei riccioli d’or.
Sento, e la voce ti manca,
la ninna nanna d’allor.
Oggi la testa tua bianca
io voglio stringere al cuor.
Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore
forse non s’usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Mamma… mai più!
il teatro dell’Opera di Milano cantare diretto dal cantante…)
Leo è indubbiamente un gigione, ma un grande gigione. Serata perfetta… l’arietta frizzante… Milano di sera… recondite armonie… ma come cantava quel tale, il mio sol pensier sei tu.






1 Comment
Shelidon
Posted at 00:28h, 16 Januarymmm… ai miei post si mescolano le parole… intere frasi che saltano in mezzo ad altre frasi… sto impazzendo del tutto?