"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

#BIMpill – Vision

Oggi torno a parlare di visione, ma non tanto la visione che occorre formulare all’inizio di un programma di introduzione del cambiamento (e no, neanche il marito di Wanda Maximoff): anche all’inizio di un progetto occorre visione, occorre visione sul prodotto in particolare in situazioni in cui si lavora con Capitolati Informativi approssimativi o generici, e la visione sul prodotto deve necessariamente essere formulata insieme al cliente. Anche in questo caso possiamo rubare all’Agile alcuni principi per vedere come fare.

In Scrum, la visione è creata, gestita e in carico al Product Owner.
Dato che il BIM Manager è accountable per la qualità del modello informativo durante tutta la durata del progetto (e chi vi dice altrimenti non ha mai letto le norme, oltre a non avere evidentemente molta idea di cosa sia il BIM) potremmo individuare nel BIM manager alcune delle competenze che ci occorrono per il Product Owner se vogliamo portare lo Scrum all’interno del nostro flusso.

La visione del prodotto ne descrive lo scopo, l’intenzione con cui il prodotto viene creato e cosa ambisce a raggiungere per clienti e utenti. La visione del prodotto descrive uno stato futuro del prodotto e identifica quali problemi il prodotto sta cercando di risolvere o quali ambizioni cerca di soddisfare.

Avere una visione di prodotto aiuta a sviluppare una miglior roadmap del prodotto, migliora la capacità di prendere decisioni strategiche durante lo sviluppo del processo e aiuta ad allineare i team e gli stakeholder sull’obiettivo.

Anche in questo caso, uno strumento utile può essere il Product Strategy Playbook sviluppato da ProductPlan.

Questo articolo propone una buona linea guida su come comportarsi, da Product Owner, rispetto alla visione di prodotto.
I consigli che si possono dare a un BIM manager sono simili:

  1. Prenderne possesso. L’obiettivo che ha spinto il management a decidere di effettuare la transizione al BIM deve essere condiviso dal BIM manager, abbracciato e supportato.
  2. Condividerlo. La visione, l’obiettivo finale, deve essere condiviso di frequente con tutti i livelli dello staff.
  3. Mettersi in discussione. Il manager migliore è quello che non è convinto di avere tutte le risposte: per quanto la visione non debba essere messa in discussione, la sua implementazione può e deve essere aperta al dibattito.
  4. Prediligere uno sviluppo iterativo e incrementale. Ogni elemento dell’infrastruttura, dagli standard al template, dovrebbe essere sviluppato in modo iterativo e incrementale, accompagnando il flusso di maturazione dell’azienda e dell’organico.
  5. Adattare la visione sulla base dell’apprendimento. Chi formula la visione dovrebbe essere coinvolto in programmi di formazione continua, come il resto dello staff, e la visione subisce quindi iterazioni sulla base del livello di crescita aziendale, raffinandosi e concentrandosi.
  6. Adattare la comunicazione al target. Comunicare la visione perché venga abbracciata da tutti, richiede un pitch che deve essere adattato alla propria target audience: i progettisti saranno sensibili ad argomentazioni e linguaggi diversi dai computisti, ad esempio.
  7. Concentrarsi sul valore per gli utenti e i clienti, anziché sulla tecnologia. Passare all’uso di un software non è una visione: è uno dei fattori che riuscirà a concretizzare quella visione.
  8. Essere brevi, chiari e di ispirazione. La formulazione della visione dovrebbe essere concisa, chiara, concreta e dovrebbe fornire ispirazione allo staff.
  9. Rimanere allineati alla visione aziendale e alla sua strategia. Se esistono altre porzioni della visione aziendale e strategie già in atto, la visione relativa al BIM deve essere perfettamente allineata e coerente con esse: non è possibile procedere su binari divergenti.
  10. La visione deve essere validata dagli stakeholder e con il resto del mercato.

La formulazione della visione, per quanto non ami particolarmente gli schemi precomposti dello Scrum e dell’Agile, dovrebbe partire sempre dal cliente di riferimento e dal suo bisogno, per individuare quali sono i benefici che possiamo fornire tramite il prodotto stesso e, possibilmente, come si pongono questi benefici rispetto alle alternative esistenti.

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