"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

La sindrome dell’influenza: quattro cose da vedere

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Venerdì sera, dopo il consueto ritardo e una francamente imbarazzante performance del povero Fabrizio Meloni, clarinettista della Scala, che di fronte a un pubblico indifferente si è esibito nella profondamente discutibile Sequenza IX di Luciano Berio, si è inaugurata in Triennale la sesta edizione del museo del design. Merita? Non merita? Ecco quattro cose da vedere assolutamente. Il resto sta a voi.

1. L’installazione Frottage all’ingresso, di Setsu & Shimobu Ito, dedicata alle texture naturali: tende create lasciando libera di aprirsi la bellissima Moleskine a soffietto creata appositamente per l’occasione, i tavolini in legno di cedro per Riva 1920, lo sgabello-conchiglia per P-one, il vetro decorato Su Acqua per Omni Decor.

2. La celebrazione che Blumerandfriends fa di Marco Zanuso, con la sua divertentissima macchina interattiva Bum! che imprime il nome del designer su una sottile lamina metallica e la soffia verso il visitatore.

3. L’installazione cinetica di Cassani & Librizzi per celebrare l’opera di Franco Munari, con tanto di hipster che si dondola.

4. La collezione epistolare e di memento allestita da Martino Giamper per Gio Ponti.

5. Il delizioso trenino di Alessandro Mendini per Alessi.

In generale, un’edizione più giocosa degli altri anni, con scatole magiche più o meno riuscite (vedi l’installazione di Patricia Urquiola per Moroso), opere interattive, movimenti e meccanismi. Meritevole di una seconda visita, con meno folla e più calma.

Kathleen Jamie on Attention and Corridors

Kathleen Jamie is a Scottish poet and essayist, born in 1962, known for her prose and poetry about landscape, place, and everyday life. Findings is her essay collection of personal reflections, first published in 2005, and it moves through nature and cities, archaeology, hospitals, family

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