"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

X-men deluxe #168


Ghost Box
(Ghost Box, da Astonishing X-men #25 del settembre 2008). Lo so, ne ho già parlato, ma allora ho cercato di concentrarmi solo sul volume e su ciò che aveva di particolare, ovvero i contenuti aggiuntivi e il bianco e nero. E’ tempo di parlare della storia.
L’inizio, con la stringa da Twitter (e grazie a chi mi ha corretto la volta scorsa) e la Bestia che canta Ev’rybody’s Crazy ‘Bout the Doggone Blues But I’m Happy dà ben chiara l’impronta di ciò che questa run – almeno apparentemente – vorrebbe essere: una serie adulta inserita nei nostri tempi, e che si confronta con tematiche e abitudini dei nostri tempi. I personaggi usano internet, fanno sesso e ne parlano ampiamente (l’allusione di Emma all’essersi addormentata con ancora gli stivali addosso, la noia di Ororo), si organizzano e procedono come è più logico che sia. Certo, anche a me sarebbe piaciuto che il loro essere divisi durasse più a lungo (e mi sarebbe piaciuto che il loro riunirsi a San Francisco fosse stato gestito un po’ meglio, ma non tocchiamo questo spinoso argomento). Tuttavia, con i tempi che corrono, trovo non ci sia troppo di cui lamentarsi: c’è un minimo di impostazione per le relazioni tra i personaggi, un impianto investigativo interessante nello status quo, un abbozzo di approccio fantascientifico che non mi dispiace affatto.
Per quanto riguarda i disegni, amo Simone Bianchi. Certo, molto di più in bianco e nero, ma comunque lo amo. Mancherà di esperienza, tecnica e storytelling, ma è un vero artista: ogni tavola è un’illustrazione simbolista, le vignette e le figure sono incastrate tra loro con una cura, un gusto, un’attenzione e uno studio che decantati mestieranti semplicemente si sognano.
In calce, per la rubrica "forse non tutti sanno che", LucaS dice qualcosa di interessante riguardo al titolo della storia: secondo lui rimanderebbe ad una cosiddetta ghost box inventata da Edison, un marchingegno in grado di comunicare con i defunti. A quanto pare, dei due Tesla non era molto più matto.

Angeli e demoni #4 (Angels and Demons #4, da X-Force #4 del luglio 2008). E parlando di illustratori, lasciatemi ribadire anche quanto mi piaciono i disegni e i colori di Clayton Crain. Mi piacciono le atmosfere che riesce a ricreare, sia negli ambienti oscuri, notturni, inondati di sangue, sia negli ambienti clinici, inondati di luce ma quella luce fredda e perfettamente bianca, inquietante, che fa male agli occhi.
Ma veniamo alla storia.
Kyle & Yost imbastiscono una storia che, com’è coerente, coinvolge tecnologie aliene e misticismo, e a tratti sembra di trovarsi in uno spin-off di Evangelion, con tutti i suoi pro ed i suoi contro. Rahne viene curata nel corpo da Elixir, ma la sua anima? Wolverine aggredisce X-23 dicendo che Rahne è un’anima pura per cui vale la pena di morire, ma avrà poi ragione? Le caratterizzazioni sono un po’ traballanti, quando ci sono, ma in generale l’intreccio non è male: mi piace la questione delle ali di arcangelo (anche se la serie diventa sempre più tamarra) e non mi dispiace l’intero approccio a Laura.
Una serie che si può apprezzare, se si riesce a prenderla per quello che è, senza pretendere troppo.

Il volume è stato anche stampato con una copertina diversa, la cosiddetta second printing variant, ripresa dall’ultima pagina della storia (qui a destra).

 

Il middle-east brucia! (The Middle East side is burning!, da X-Factor #31 del luglio 2008). Un’altra storia in battuta d’arresto per Peter David e ora sto iniziando a preoccuparmi un pochino. Non fraintendetemi, l’intera sequenza di disperazione con X-Factor che improvvisa strategie di salvataggio è piuttosto buona, ma l’idea alla base manca di mordente e non riesce a sviluppare la giusta tensione. Peccato.

Vitamorte (Lifedeath, da Young X-men #3 dell’agosto 2008). Beh, non so se tutti i pasticci di queste storie saranno recuperati, ma per ora stendiamo un velo pietoso: caratterizzazioni inventate, pretesti pietosi, personaggi inutili, combattimenti senza senso, poteri usati a caso. Si aggiungano i disegni di Paquette, veramente orridi. Da dimenticare.

In calce, LucaS scrive un’altra cosa interessante: ammette l’errore di Brighel nella traduzione del titolo di X-men #165 ("Scompariamo"). Meglio tardi che mai.

note to self

Comunicazione 101

Cara Trenitalia, Quando ero ragazza, ogni tanto mi capitava di prendere il treno da Milano a Tirano, per raggiungere i miei genitori in vacanza sul lago. È un viaggio verso nord, attraverso la Brianza Felix, che molto presto trasforma la campagna in una collina boscosa

Read More »
books and literature

The Murderbot Diaries: All Systems Red + Artificial Condition

We’ve been watching Murderbot, a tv series on AppleTv starring Alexander Skarsgård (the guy who thought this picture would be the best way to officially represent him on IMDB), David Dastmalchian (he was Piter De Vries in the latest Dune, some of you might remember

Read More »
books and literature

Werewolves Wednesday: George MacDonald’s The Gray Wolf

ONE evening — twilight in spring, a young English student, who had wandered northwards as far as the outlying fragments of Scotland called the Orkney and Shetland Islands, found himself on a small island of the latter group, caught in a storm of wind and

Read More »
Share on LinkedIn
Throw on Reddit
Roll on Tumblr
Mail it
4 Comments
  • impbianco
    Posted at 19:30h, 19 March Reply

    Ho comprato dei vecchi albi degli X-Men tempo fa, una storia, bellissima, che sto leggendo, si intitola VitaMorte con protagonisti Tempesta e Forge… storia stupenda… peccato che stiano usando lo stesso titolo… per ‘sta minchiata…

    X-Bye

  • Shelidon
    Posted at 19:37h, 21 March Reply

    Hai ragione, potrebbe essere una citazione: sai per caso come suonava in originale?

  • impbianco
    Posted at 23:34h, 21 March Reply

    Lifedeath… :P E’ una citazione…

    X-Bye

  • Shelidon
    Posted at 09:44h, 22 March Reply

    Non riesco però a cogliere la relazione tra questa storia e l’altra…

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

RELATED POSTS

Comunicazione 101

Cara Trenitalia, Quando ero ragazza, ogni tanto mi capitava di prendere il treno da Milano a Tirano, per raggiungere i miei genitori in vacanza sul lago. È un viaggio verso nord, attraverso la Brianza Felix, che molto presto trasforma la campagna in una collina boscosa

Read More