"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

X-men #207

Sembrava troppo bello che la testata si mantenesse interamente su alti livelli. L’idillio è durato poco. Ma andiamo in ordine partendo dalle cose buone.

Supernovae #5 e #6 (Supernovas #5 e #6 da X-men #192 e #193 del dicembre 2006 e del gennaio 2007). Non mi stancherò mai di sottolineare quanto trovi brutti ma nel contempo affascinanti i disegni di Bachalo: il suo stile nel comporre le figure "a pupazzetto" proprio non mi va giù, ma la composizione sovraffollata della tavola è decisamente intrigante e mi viene da pensare come sarebbero stati i gremiti combattimenti di Civil War disegnati da lui. La storia di Carey si mantiene buona, anche se mi aspettavo un finale di più ampio respiro: le relazioni tra i personaggi all’interno della squadra resta il punto di forza, a mio parere.

Soccorso Imperiale (Imperial Rescue – The rise and the fall of the Shi’ar Empire #8 da Uncanny X-men #482 del marzo 2007). L’intreccio architettato da Brubaker continua a reggere e a crescere, sviluppandosi nelle direzioni giuste: buone relazioni tra i personaggi (fatta salva la fregnaccia Rachel – Korvus che continua a sembrarmi un po’ buttata lì), ottimi i disegni di Billy Tan, intrigante l’entrata in scena di D’Ken, che sperò verrà adeguatamente spiegata.

C’era una volta… (X-men 101 da X-men First Class #1 del novembre 2006). Già. C’era una volta una testata che stava raggiungendo livelli davvero alti. Ma venne l’editore e decise di inserire una sciocchezza vuota, un’insensata rivisitazione e modernizzazione delle prime avventure degli X-men, un’operazione cui solo il rimbecillimento adolescenziale dei personaggi nell’universo Ultimate può tener testa, una storiaccia inutile condita dagli insipidi disegni di Roger Cruz. Nelle note LucaS esprime perplessità. Io qualcosina in più, a metà tra lo sgomento e il raccapriccio.

Nota di chiusura: 101, il titolo originale della storia, negli Stati Uniti è il numero che indica i corsi universitari per matricole. Non facile da tradurre, ma C’era una volta mi pare una scelta vagamente discutibile…

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