"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Spawn #117 e Architects of Fear

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«In un vicolo Al Simmons, soldato morto in missione e rinato all’Inferno come Spawn, si toglie la vita per porre fine a una maledizione. Contemporaneamente, nella corsia di un ospedale, un paziente in coma si risveglia urlando. Così incomincia la strana, terribile avventura del Paziente 47, l’uomo chiamato Jim Downing.»

Nuovi giochi di potere e nuovi intrighi in un mondo in cui Al Simmons ci ha lasciati. Come siamo giunti fino a qui? Bad Blood, Transformations e The End sono stati gli ultimi numeri che ho letto (tutti raccolti nello Spawn #106 italiano che narrativamente toccava dei picchi lirici altissimi) e quindi confesso che non posso davvero esprimere un’opinione su questo numero, anche se sto cercando di recuperare le vicende precedenti con un po’ di scavare in rete e qualche episodio a scrocco. Di certo mi sento come uno di quei vecchietti sulla panchina, che rimpiangono i tempi andati, a dire che mi manca Al Simmons. Di certo Will Carlton merita tutta la fiducia che si è disposti a concedere ad un qualunque essere umano e l’universo di Spawn ha sicuramente delle potenzialità che trascendono Al Simmons, per cui non me la sento di gettare immediatamente l’albo nel tritacarte (o nel tritacarne). Vi getto solo la seconda parte, l’inutilissimo Haunt, che nonostante gli sforzi oer sembrare brutto e cattivo sta a Spawn tanto quanto Hello Kitty sta a Cthulhu.

Ma la notizia non è questa.

La notizia è in appendice all’albo e riguarda Spawn: Architects of Fear, l’attesissimo speciale di Arthur Claire (e non “Clare” come ci si porta dietro su tutte le pagine italiane a partire da quelle Panini Comics) disegnato da Aleksi Briclot (quello di Spawn: Simony, ma anche quello delle splendide copertine per Annihilation: Conquest). Uscirà in Italia il mese prossimo, a quanto pare, e forse non mi farà bene immergermi nel passato proprio ora che sto cercando di abituarmi al presente, ma so già che mi farà piacere leggere di nuovo di Al Simmons. E la grafica di questo volume sembra decisamente e sensazionalmente spettacolare.

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