"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Novembre rosso

red november
Miei prodi gnomi, il sottomarino Novembre Rosso è il meglio che si possa richiedere in fatto di tecnologia e affidabilità ed è per questo che i soccorsi ci mettono tanto ad arrivare: non voglio sapere su che cosa stanno viaggiando loro. Incendi a bordo, portelloni che si bloccano di continuo, falle, perdite irreversibili del generatore. Che fare? Semplice. Rubate il grog dalla cabina del capitano e dopodiché, ubriachi come delle mine, gettatevi urlando nella sala macchine in fiamme per domare l’incendio a mani nude. Ma attenzione a non metterci troppo tempo: ad ogni minuto il vostro amato sottomarino cede in altri punti, altre falle si aprono nello scafo, la pressione aumenta a causa della sconsiderata immersione. Chi guida questa baracca? Più nessuno, tra gnomi in corsa verso gli incendi, gnomi per metà nella pompa a ossigeno nel tentativo di ripararla e gnomi ubriachi rimasti svenuti sul pavimento della sala di lancio missili. In compenso, quando la situazione sarà sufficientemente disperata, un simpatico kraken vorrà unirsi alla festa.
Il gioco, un collaborativo contro il tempo, risente un po’ di alcune pecche, prima fra tutte la totale incomprensibilità del libretto istruzioni, al punto che dopo averlo letto tutto ad alta voce il primo giocatore si troverà a domandarsi “sì, ma cosa devo fare?”. Altra pecca, la riduzione di dimensioni che ha voluto cacciare un gioco nato evidentemente su altre proporzioni in una scatola con le proporzioni di Citadels e Condottiere. Carte la metà del normale, tessere oggetto microbiche, plancia piccolissima. Capisco che siamo gnomi, ma ora si esagera. In compenso, una volta capito, il gioco è estremamente divertente e, come altri suoi illustri predecessori, può facilmente portare qualunque gruppo all’isteria.

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