"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Civil War #3

Civil War #3 (id., da Civil War #3 del settembre 2006). Mark Millar sempre più bravo a tratteggiare entrambi gli schieramenti e a mostrarne i torti, seppure io continui ad essere per la fazione anti registrazione. Il problema è infatti complesso: se è vero che nel "nostro" Stato (e anche in quello in cui si svolgono le vicende) l’assunzione preventiva di reato è un abuso, è anche vero che è questione spinosa dove si fermi il rispetto delle leggi e dove debba iniziare la ribellione in nome di valori al di sopra delle leggi, secondo la propria coscienza. E di coscienza, IronMan sembra averne proprio poca: spinge l’Uomo Ragno a rivelare al mondo la propria identità facendo leva sulla più elementare vanità ("sei più popolare di Elvis"), tenta il ricatto con Emma Frost facendo leva sui loro trascorsi ("Ciclope sa del piccolo accordo che avevamo quando eravamo entrambi single?"), minacciando la scuola di farle venire meno i sussidi governativi ("siete per il 90% finanziati dal governo"), facendo leva sul ricatto morale ("chiedi ai padri e alle madri di Stamford") e giungendo infine all’aperta minaccia ("pensavo che tu proteggessi l’interesse dei tuoi studenti"). Infine trascina i suoi amici di un tempo in una trappola facendo leva sul loro desiderio di salvare dei civili, ne stende due e solo dopo tenta la carta del dialogo. Anche Reed Richards sembra avere ormai perso tutta la propria umanità, al punto da non preoccuparsi più di tanto del coma di Johnny o di stare vicino a sua moglie.  E sull’entrata in scena di Thor, siccome so di che cosa si tratta, non posso che commentare con la parola schifo. D’altro canto, Steve Rogers si rifiuta anche solo di ascoltare ciò che il sicuramente non affidabile IronMan ha da dirgli, comportandosi anch’egli in modo poco onorevole.
Come al solito, in una guerra civile, il torto sta da tutte le parti e non c’è spazio per l’etica. Vedremo come si evolverà il prossimo numero.

L’imputato #4 (The Accused – Part 4, da Civil War: Front Line #4 del settembre 2006). La storia di Paul Jenkins perde un po’ colpi, con le risse di Robert Baldwin in carcere, un ritorno di fiamma dei suoi poteri e un colloquio con la madre. Sembra che in questo numero il personaggio abbia subito una sorta di involuzione, rispetto al precedente, ma forse solo a causa del colloquio con mammà.

Cellula Dormiente #2 e #3 (Sleeper Cell #2 e #3, da Civil War: Front Line #4 e #5 rispettivamente del settembre e dell’ottobre 2006). Continuo a non capirci niente e a non appassionarmici affatto: temo che l’intento della storia fosse quello di far entrare in scena Atlantide nel conflitto con un gran botto, ma il risultato è solo una gran noia. L’unico elemento interessante è un’anticipazione di ciò che succederà con l’atto di registrazione: due agenti S.H.I.E.L.D. vanno da WonderMan a ricattarlo con le sue evasioni fiscali e a ricordargli le "piccole clausole" di ciò che è stato costretto a firmare, che in pratica lo costringe ad eseguire ciecamente gli ordini del governo, come un mastino.

La battaglia di Secessionville (The Battle of Secessionville, da Civil War: Front Line #5 dell’ottobre 2006). Una splendida storia breve che prende spunto da un fatto storico della Guerra Civile Americana per narrare in parallelo la storia di due fratelli che si trovano a combattere nei due opposti schieramenti, raccontata attraverso alcuni stralci epistolari, e gli eventi della Guerra Civile Marvel, raccontati per immagini con un finale davvero intenso.

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7 Comments
  • Damiani
    Posted at 12:06h, 23 May Reply

    saga avvincente davvero quella di civil war.

  • Njord
    Posted at 07:24h, 24 May Reply

    Iron Man vs Capitan America…mmm, io tifo x il primo.

  • Shelidon
    Posted at 08:07h, 24 May Reply

    A me Capitan America non è mai piaciuto, ma nella fattispecie IronMan si sta comportando davvero malissimo, oltre ad appoggiare una legge più che sbagliata.

  • ragno62
    Posted at 20:07h, 24 May Reply

    io ho sempre preferito capitan america ad iron man .cap almeno segue degli ideali mentre iron man è sempre stato l’ uomo del sistema

  • Shelidon
    Posted at 22:04h, 24 May Reply

    Questo è vero, ragno, e si sta rivelando ancor peggio di quel che sembrava: in fin dei conti ciò che gli preme è cavalcare l’onda dell’emozione post-tragedia per porsi come il salvatore dell’umanità, prendendosela con gli individui socialmente più deboli ed acquisendo così quel poco peso sociale che i suoi soldi da soli non gli avevano ancora consetito di ottenere. Storia già vista, temo, e purtroppo non nel mondo dei fumetti…

  • haljordan23
    Posted at 19:53h, 12 June Reply

    purtroppo niente è come sembra davvero,aspettate la fine della saga per decidere con chi stare…

  • Shelidon
    Posted at 20:26h, 12 June Reply

    So già cosa succede, hal… e resto anti-registrazione.

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