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Arturo Tedeschi – ADD_ Algorithms-Aided Design: Parametric Strategies Using Grasshopper

Nella creazione di Clex – Cluster of Experts, il nuovo format di crescita professionale di Forma Mentis, stiamo organizzando la biblioteca ideale di un progettista nell’era digitale. Ogni lunedì un libro per iniziare la settimana. Oggi voglio consigliarvi uno dei miei manuali preferiti, un libro talmente bello che fatico a considerarlo un manuale tecnico. Il libro che vorrei essere sufficientemente […]

Nella creazione di Clex – Cluster of Experts, il nuovo format di crescita professionale di Forma Mentis, stiamo organizzando la biblioteca ideale di un progettista nell’era digitale. Ogni lunedì un libro per iniziare la settimana.

Oggi voglio consigliarvi uno dei miei manuali preferiti, un libro talmente bello che fatico a considerarlo un manuale tecnico. Il libro che vorrei essere sufficientemente brava per poter scrivere. E parla di un software che nemmeno mi piace.

Arturo Tedeschi,
ADD_ Algorithms-Aided Design: Parametric Strategies Using Grasshopper.
Le Penseur Publisher

Non sono una sostenitrice di Rhino, come probabilmente saprete. Trovo che sia uno strumento troppo potente per le mani in cui viene riposto e che uno strumento più complicato e meno flessibile, che costringe a porsi moltissime domande circa la costruibilità delle forme che vengono modellate, porti un beneficio di gran lunga maggiore al settore delle costruzioni. L’eccessiva libertà d’azione non va bene. Non con la cultura progettuale che ci ritroviamo.

E allora, domanderanno i miei piccoli lettori, perché ci consigli un manuale di Grasshopper?

Beh, perché questo è IL libro, che utilizziate Grasshopper o Dynamo, che vogliate approfondire il computational design o semplicemente capire di che cosa si tratta.

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Oltre a essere un oggetto meraviglioso anche dal punto di vista fisico, è un manuale fondamentale sia per le basi che pone rispetto al computational design (o, come preferisce chiamarlo, all’Algorithms-Aided Design, la progettazione supportata da algoritmi) che per gli approfondimenti riportati in un’appendice che da sola vale l’acquisto.

“Architects do not make buildings,
they make drawings of buildings.”
Robin Evans

L’introduzione del libro guida all’interno dell’argomento con dolcezza e logica, per passaggi successivi che vanno dalla progettazione tradzionale come processo additivo, di cui il CAD è lo specchio digitale, ai processi di form-finding, per quanto con tecniche tradizionali, che per lo più fanno uso di modellini fisici e dei principi dell’arco catenario. Potreste aver sentito gli stessi ragionamenti anche da me: rispetto ai progetti che amo citare solitamente, Arturo Tedeschi porta l’esempio di Heinz Isler, e in particolare della sua stazione di servizio a Deitingen, e di esperimenti ispirati a Otto Frei.

E poi all'improvviso un Autogrill in Svizzera.
E poi all’improvviso un Autogrill in Svizzera.

Da qui alla progettazione parametrica con strumenti digitali il passaggio è breve e passa per forza da Luigi Moretti (lo stadio, che ormai avrò citato fino alla noia) e Ivan Sutherland con il suo Sketchpad.

Delle parti che riguardano il funzionamento di Grasshopper nello specifico meritano una menzione la sezione sulla gestione dei dati, per quanto sempre al servizio della geometria, sulla gestione di curve e superfici, sui vari tipi di trasformazioni geometriche possibili, sulla gestione delle “pelli” (che siano di copertura o di facciata), sulla gestione delle mesh e dei loop, inclusi quelli che generano i cosiddetti frattali.

Lo stadio "Nest" di Herzog & De Meuron è il primo esempio nel capitolo dedicato alle "pelli".
Lo stadio “Nest” di Herzog & De Meuron è il primo esempio nel capitolo dedicato alle “pelli”.

Le parti più affascinanti, a mio parere, sono però quelle dal capitolo 8 al capitolo 11:

  • Digital fabrication: make ideas come true, dal taglio bidimensionale tramite le normali macchine a controllo numerico alle tecniche sottrattive delle fresatrici fino alle tecniche addittive delle stampanti;
    In coda al capitolo sono riportati due saggi:

    • Over the material, Past the Digital: Back to Cities di Stefano Andreani;
    • (Digital) Form-finding di Alberto Pugnale.
  • Digital simulation: particle-spring systems, un’applicazione di Kangaroo e quasi interamente basata sui principi dell’arco catenario;
    In coda al capitolo è riportato il saggio:

    • Form as Unknown: Computational Methodology and Material Form Generation in the AA Rome Visiting School Workshops, di Lawrence Friesen e Lorenzo Vianello.
  • Evolutive structures: topology optimization, un argomento troppo spesso confuso con il design generativo, a supporto del quale vengono citati progetti come gli uffici di Akutagawa (Hiroshi Ohmori, 2005) e l’Education Center in Qatar (Arata Isozaki, 2013);
  • Environmental analysis, ad esempio attraverso GECO ed Ecotect.
La Protohouse, uno dei più significativi esempi di prototipazione digitale degli ultimi anni.
La Protohouse, uno dei più significativi esempi di prototipazione digitale degli ultimi anni.

Se non fosse ancora abbastanza, l’ultima sezione contiene una serie di ulteriori saggi tra cui alcuni scritti di urbanistica:

  • I am City, we are City di Francesco Lipari;
  • Parametric Urbanism: a New Frontier for Smart Cities dello stesso Arturo Tedeschi con Paolo Fusero, Lorenzo Massimiano e Sara Lepidi, di cui mi è già capitato di parlare;
  • Tools and methods for parametric urbanism di Andrea Galli.

È un libro che non può mancare nella biblioteca di nessuno. Che usi Grasshopper o meno.

 

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