100% Witchblade – Il primo figlio

Torniamo a parlare di fumetti e torniamo con un volume speciale (di quelli con cui la Panini ci sta propinando Witchblade non facendoci la grazia di una testata regolare): il celebre First Born, il primo evento Top Cow da molto tempo. Dopo il recente rilancio di Witchblade firmato Ron Marz, il crossover First Born tenta […]

Torniamo a parlare di fumetti e torniamo con un volume speciale (di quelli con cui la Panini ci sta propinando Witchblade non facendoci la grazia di una testata regolare): il celebre First Born, il primo evento Top Cow da molto tempo. Dopo il recente rilancio di Witchblade firmato Ron Marz, il crossover First Born tenta il tutto per tutto e, almeno stando alla ricezione che ho riscontrato sul web, non sbaglia. Ma questo volume merita davvero la lettura?

Beh, intanto iniziamo a vedere che cosa contiene.

Introduzione di Christos N Gage;
Il primo figlio: concepimento (First Born: Conception, da Top Cow Supplement 2007 Free Comic Book Day);
Il primo figlio #1 (First Born #1, da First Born #1 dell’agosto 2007);
Volo di angeli (Flights of Angels, da Witchblade #110 dell’ottobre 2007);
Il primo figlio #2 (First Born #2, da First Born #2 dell’ottobre 2007);
Tentazione (Temptation, da Witchblade #111 del novembre 2007);
Il primo figlio #3 (First Born #3, da First Born #3 del novembre 2007);
Luci e ombre (Shadows and Lights, da Witchblade #112 del dicembre 2007).

Qui accanto, la variant cover di First Born #1, di Mike Choi e Sonia Obak, e naturalmente riprende la celebre copertina di Vanity Fair con Demi Moore. Graficamente ricco come sempre, miticamente denso come non si vedeva da tempo, il crossover ha coinvolto la maggior parte dei personaggi dell’universo Top Cow, dall’attuale Magdalena alla stessa Sara Pezzini ex detentrice di Witchblade, dalla nuova detentrice Danielle Baptiste a Jackie Estacado, l’attuale ospite di Darkness, dal team di Cyberforce con Velocity, Cyblade (ricordate? la Psylocke tarocca) e Ballistic da Hunter Killer fino al feroce Angelus.
E per spiegare ciò che è veramente questa storia, le parole che scrive Christos Gage (di cui avremo presto modo di parlare ancora): è un’ottima storia che coglie l’originalità degli spunti che hanno portato la serie al successo e sfugge al sempre consistente rischio di banalizzarli, introduce elementi di innovazione e fa progredire storia e personaggi pur sfuggendo alla tendenza tutta Marvel di promettere eventi che stravolgeranno per sempre l’universo conosciuto.

E la storia parte proprio come se il primo obiettvo fosse quello di introdurre un potenziale nuovo lettore all’universo di Witchblade (ancora una volta indice di una gestione migliore dei crossover da parte della Top Cow rispetto alla Marvel).
Una storia densa di riferimenti, come dicevo, a cominciare da Bilal, con un Angelus che si lascia alle spalle una scia di cadaveri orrendamente martoriati per non essere stati in grado di ospitarla. Fino a che naturalmente non trova la pazza Celestine, già incontrata pochi numeri fa.
Dal canto suo, Darkness se la vede con le armate dell’Angelus e decide che forse è il caso di andare a dire a Sara di essere il padre del bambino. E dimentica di aggiungere "Luke".
La prima parte della storia vede quindi le due parti in cerca di alleati: Darkness da Sara e l’Angelus da Danielle. Con risultati alterni. Combattimenti incrociati, nuove alleanze e fino all’entrata in scena di Magdalena tutti sono schierati contro l’Angelus. Estacado sarà anche la tenebra incarnata e avrà pure un nome orrendo, ma almeno non vuole conquistare l’universo, si accontenta dei bassifondi di New York.
Una storia che non piacerà a chi non ama troppe battaglie, ma che personalmente ho trovato decisamente buona, splendidamente disegnata come sempre, ed una bella lezione su come si sviluppano e si fanno evolvere gli universi senza "sconvolgenti eventi che stravolgeranno per sempre l’universo".
Aggiungono valore all’albo alcune nutrite appendici grafiche con le copertine, alcune variant e qualche bozzetto.

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