"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

X-men #217

Gli Extremisti #3 e #4 (The Extremists #3 e #4, da Uncanny X-men #489 e #490 dell’ottobre e del novembre 2007). Cos’è che dicevo lo scorso numero? Che Brubaker mi stava piacendo? Beh, ritiro tutto. Come volevasi dimostrare, l’autore più altalenante dell’attuale panorama Marvel sforna due numeri abbastanza insulsi, a partire dall’inutile siparietto con la Torcia e Ben, giusto per far vedere che non si è dimenticato che Ororo sta con i Fantastici Quattro e cercare di inserire il tutto in continuity. Sono contenta del ritorno di Magneto, un Magneto che si aggira sullo sfondo con aria tormentata, ma dove porterà tutto questo? Il combattimento con la sentinella è perfettamente inutile, in tutto il primo episodio non succede assolutamente nulla tranne scoprire che due corpi non cadono alla stessa velocità e che Skids è un’agente S.H.I.E.L.D. E francamente non so decidere quale trovata sia più ridicola tra le due. Il secondo episodio conclude qualcosa di più, e francamente gli sviluppi fanno rimpiangere il numero in cui non suggedeva niente. Che bisogno c’era infatti dell’ennesima veggente dopo Destiny (che già da sola avrebbe svolto egregiamente il ruolo) e Blindfold? Brubaker si inventa un personaggio con l’aspetto consunto di Irene Alder e il potere di Layla Miller, ovvero la capacità di conoscere le conseguenze derivanti da ogni azione. E che nome le dà? Qwerty. Nome che LucaS evidentemente non ha capito e che dovrebbe indicare appunto il potere di individuare le sequenzialità (qwerty è appunto la prima sequenza di lettere della tastiera), ma che rimane del tutto insulso e ridicolo. Inutile almeno quanto la creazione di un’ennesima setta che vive nelle fogne e aspetta la fine guidata da un’anziana sacerdotessa dagli ingombranti orecchini e dal sorriso ebete. Inutile almeno quanto l’ennesima scena di quasi sesso sullo stile di quelle che lo stesso Brubaker ci aveva propinato nello spazio con Rachel e Corvus. E il cliffhanger quale sarebbe? Ororo sepolta viva. Pietà.

Alla ricerca della specie perduta. Finalmente una menzione sulle discrepanze tra la numerazione originale e quella italiana degli episodi. Dite che LucaS legge il mio blog? Se sì… bravo ragazzo, ma pubblica Silent War.

Specie in Extinzione #8 (Endangered Species #10, da Uncanny X-men #490 del novembre 2007).
Specie in Extinzione #9 (Endangered Species #11, da X-Factor #23 del novembre 2007).
Specie in Extinzione #10 (Endangered Species #12 e #13, rispettivamente da New X-men #42 e X-men #203 del novembre 2007).
Nessuna obiezione, Christos Gage continua a fare un gran bel lavoro facendo tentare a Hank veramente qualunque cosa, dalla profanazione dei cadaveri alla consultazione con uno spacciatore di Kick, dalla visita a Forge per dare una sbirciata nel futuro alla sperimentazione. Il tutto, sembra, prima del gran finale. Certo, in termini di continuity spazio-temporale non regge molto il fatto che gli universi futuri alternativi non contengano più mutanti, perché al contrario di ciò che è avvenuto tutti coloro che provenivano da quegli ameni lidi avrebbero dovuto essere cancellati dall’esistenza. Ma tant’è. Non mi viene in mente neanche un modo in cui Gage avrebbe potuto gestirla diversamente, è uno dei tanti bachi che ci portiamo dietro da House of M e che sta lodevolmente cercando di sistemare. E Mike Carey regge benissimo il gioco portando Hank e il suo lato oscuro alle estreme conseguenze dela sua ricerca. "Pensavo la stessa cosa: sono le cavie perfette". "Sono finito". Fortuna che c’è questa metà dell’albo.

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2 Comments
  • impbianco
    Posted at 12:51h, 10 July Reply

    Belle recensioni cara Shelidon… quindi dici che Onslaught non è da prendere? faccio come dici tu allora :P

    X-Bye

  • Shelidon
    Posted at 13:01h, 10 July Reply

    Grazie #^_^#

    Non comprare Onslaught è un dovere sociale, più che altro… ‘mmazza che zozzeria

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