"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Thor #103

the new avengers - illuminati

Uscito da qualche settimana, ma riesco a mettere a posto le idee per parlarne solo ora.

Gli Illuminati (The New Avengers Illuminati #1, da The New Avengers Illuminati #1 del febbraio 2007). Trovo che l’idea di creare questo gruppo di cervelloni che si sarebbe sempre incontrato per prendere alcune tra le più importanti decisioni dell’universo Marvel sia un buon espediente, ma un espediente pericoloso. Come resistere infatti alla tentazione di “riscrivere la storia”? Come evitare di applicare alcuni schemi oggi comunemente accettati in un contesto ed in un periodo che non li avrebbe visti possibili? E se Bendis sembra tner testa bene (per ora) alla prima tentazione, cade nella seconda quasi senza accorgersene. E un nave Skrull piena di gente salta in aria. E viene sferrato un attacco deliberato ad una struttura diplomatica straniera. E Freccia Nera usa il proprio potere, benché sia un evento estremamente raro. E non basta il contrasto tra l’entusiasmo di Namor per il riuscito attacco e il silenzio degli altri a raddrizzare la sensazione che questi siano gli “eroi” praticamente privi di scrupoli morali che ci stanno abituando a leggere, invece di quelli dell’epoca che raramente uccidevano e comunque mai degli innocenti. In più, direi che per uno debole di cuore IronMan picchia decisamente troppo.
Insomma, in sé una buona storia soprattutto conoscendo gli sviluppi futuri a partire da questo passato, un’operazione che in generale potrebbe anche convincermi ma che nelle mani di Bendis mi pare un prodotto eccessivamente instabile.

Il guanto dell’infinito (The New Avengers Illuminati #2 da The New Avengers Illuminati #2 del marzo 2007). Rispetto alla precedente storia degli Illuminati, questa mi ha convinto decisamente di più, anche per il suo confrontarsi con il difficile problema del limite, un concetto con cui uomini così potenti ed influenti sono poco abituati a confrontarsi. E’ stato interessante ritrovare una tematica mistica, un’avventura classica di recupero, personaggi come l’Osservatore e un po’ di sana distorsione spazio-temporale. Ma, anche in questo caso, il comportamento di Reed è coerente con il periodo in cui si svolge la narrazione o è una proiezione delle ombre attuali sul personaggio? E’ una domanda che mi pongo e che rigiro: non sono mai stata un’assidua lettrice dei Fantastici Quattro.

Il tuo peggior nemico (Your Own Worts Enemy, da Ms Marvel #10 del febbraio 2007). Ms Marvel è un personaggio che mi è sempre piaciuto, e mi piace la sua evoluzione dopo House of M benché trovo che spesso sia stata sviluppata frettolosamente e male, ma questa storia in cui si scontra con un suo doppio prprio non mi è piaciuta. Abbastanza banale, soprattutto trattandosi di un tema così importante, e piuttosto inutile. Disegni mediocri.

Doomsday (id. da Ms Marvel #11 del marzo 2007). Una storia gradevole, con dei bei disegni. Una giusta introspezione, un’avventura leggera ma godibile di cui sicuramente non attenderò il seguito con ansia ma che leggerò con piacere.
Mi domando però cosa spinga alla traduzione di un titolo piuttosto che di un altro. Insomma, “giorno del giudizio” sarebbe anche andato bene, no? Soprattutto considerato che all’interno della storia si è tradotto “doomsday man” con “uomo del giorno del giudizio”. Mistero…

Infine, una nota sulla copertina italiana. Quanto è fastidioso, fuori luogo, imbarazzante e irritante questo nuovo stile finto vintage che, senza esserne capaci, i grafici Panini stanno adottando per le copertine di alcune testate? Baloon da clip art, strilloni in Comic Sans (segnalo questa lodevole iniziativa a chi non la conoscesse) in cui la storia all’interno è sempre l’evento del millennio, tripudio di punti esclamativi a caso. Trovo che potrebbero spendere tutte queste energie altrove invece di ammorbare il disegno di copertina con questa robaccia inutile.

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