Mentre l’iter (o forse sarebbe più corretto dire la catabasi) verso il conseguimento della laura procede attraverso situazioni surreali e avventure degne di quelle dei mutanti del Conte, ieri ho auto modo di visitare un galleria milanese recentemente inaugurata in via Santa Maria della Porta (non lontano da via Meravigli, per chi sa di che cosa sto parlando). La Cuki Gallery, così si chiama questo delizioso e luminoso angolo di un palazzo storico del centro, ospita fino alla fine di questa settimana un’altrettanto deliziosa mostra dell’artista francese Nanou Herman.
L’arte di Nanou (letteralmente “Orsetta”, diremmo) è qualcosa di più unico che raro: delicate linee d’oro dal tratto liberty circondano i suoi nanours, gli orsacchiotti, a loro volta decorati da superfici acriliche stese con una raffinatezza per il colore ed un’attenzione alla tridimensionalità che lascia davvero affascinati. I materiali, le tinte, persino il profumo delle sue candele al caramello, producono in questa piccola galleria milanese uno straordinario senso di dolcezza e tenerezza. Da visitare con qualcuno che non abbia timore del commovente coraggio d’esporsi al mercato dell’arte moderna armato di un orso di pezza.
Nota di merito anche per l’allestimento dello spazio, che non vedo l’ora di vedere alle prese con la nuova esposizione. Sicuramente un angolo da tenere d’occhio.

What the fuck did I just watch?
Yoshitaka Amano‘s Angel’s Egg, it’s the simple answer: a 1985 animated movie directed by Mamoru Oshii (Ghost in the Shell). Following Amano’s exhibition here in Italy and the movie’s anniversary, it had been re-released in theatres but I had missed, I was curious, so I







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