Queste feste mi costringono a fare cose che normalmente non farei, ma che è bene che faccia. Mi costringono ad andare dal parrucchiere (anche se mi ha fatto proprio male, sì, sì, avevo detto riflessi va bene ma niente strisce visibili e ho quasi i colpi di sole, avevo detto mossi e sono crespi, avevo detto una spuntatina, avevo detto). Mi costringono ad andare dalla manicure (anche se era pieno e alla fin fine mi sono dovuta ingegnare in altro modo ma tant’è). Mi costringono a passare tempo con i parenti (e passare un intero pomeriggio con mio padre tra fumetteria, sigarette e un bicchiere di spumante da Peck è, credetemi, un avvenimento). Mi costringono a fare shopping e a rinnovare il guardaroba (quanto tempo era che volevo comprarmi una minigonna nuova? e il corpetto di pizzo?). Insomma, le incombenze mondane mi costringono a non lavorare qualche pomeriggio all’anno. Che siano le tanto denigrate "feste comandate" a salvarmi dal tracollo isterico?

Isaac Asimov’s Gold (and other stories)
It’s unfortunate that I’m coming to this after the very unsatisfactory collection of “fantasy” stories (Asimov never wrote fantasy: he wrote satire), because this was another disappointment. The book is half short stories and half non-fiction, for random reasons, and the non-fiction half is random writings






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