"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Julia #118


Julia #118 – Sognare, forse morire
Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero
Disegni: Laura Zuccheri
Copertina: Marco Soldi
«Aaron Efremov è un insigne professore della Hollyhock University, direttore del dipartimento di neuroscienze. I suoi esperimenti all’avanguardia lo hanno portato a indagare sul mondo dei sogni e delle allucinazioni, grazie a un’ardita combinazione di composti chimici e stimolazioni visive, sonore ed elettriche. I risultati sono strabilianti, ma quando alcuni membri della sua équipe iniziano a morire in circostanze poco chiare, il professore sembra deciso ad abbandonare l’audace ricerca. Julia decide di vederci chiaro, indagando sulle premature scomparse dei collaboratori di Efremov, e, sottoponendosi al trattamento sperimentale, scopre che l’apparente suicida Bill Robinson, prima di togliersi la vita, aveva le sue stesse visioni! Com’è possibile che due inconsci diversi generino il medesimo sogno?»
(dal sito dell’editore)

Non mi dilungo. Forse il peggior numero di Julia da sempre. Sicuramente il peggiore da un po’ di tempo a questa parte. Intreccio giallistico inconsistente, background medico-scientifico assolutamente ridicolo (i sogni in rete?) e forse degno di un Dylan Dog sottotono, sicuramente non di Julia. Una cosa tremenda.

note to self

We’re all faking it

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