Quando il creatore andò in pensione

  Leggo oggi sul Manifesto, neanche a farlo apposta pensando al post di ieri… Quando il creatore andò in pensione – ERNESTO MILANESI Può funzionare da antidoto ai veleni ossessivi nella trincea della «guerra di religione» un agile volume politicamente scorretto che applica l’ironia, la critica surreale, agrodolce e l’umorismo nientemeno che a dio. Un […]

William Blake, Creation

 

Leggo oggi sul Manifesto, neanche a farlo apposta pensando al post di ieri…

Quando il creatore andò in pensione – ERNESTO MILANESI
Può funzionare da antidoto ai veleni ossessivi nella trincea della «guerra di religione» un agile volume politicamente scorretto che applica l’ironia, la critica surreale, agrodolce e l’umorismo nientemeno che a dio. Un dio sottratto alla teologia e ricondotto al condominio dell’umanità. Scritto da Jean-Louis Fournier (impertinente autore, in passato alle prese con l.aritmetica e le scienze naturali) e perfettamente tradotto da Luigi Cojazzi e Alessandra Maestrini Io, Dio (Meridiano Zero, pp. 153, 8) si lascia divorare, pagina dopo pagina, scompaginando i confini collaudati tra il celeste e il terrestre. «Dio ha finito il mondo, ha maturato i suoi trentacinque anni di anzianità e può finalmente andare in pensione». E’ l’avvio dell’esilarante racconto del capriccio del creatore. Prima infastidito dal mondo e dai suoi abitanti, poi onnipotente nel perfezionare l’opera a sua immagine e somiglianza, Dio si rivela umano, troppo umano. Il lettore assiste alla fecondazione della vita paradisiaca con ogni genere di fastidi, calamità, disgrazie. Con san Pietro nella parte della spalla chiamata a supportare l.impresa divina. I due condividono un sontuoso attico che svetta sopra le nuvole, giusto sopra uomini e donne che incarnano l’orgoglio dei sei giorni dedicati a plasmare il mondo. Peccato che invece di una beata eternità da «pensionato», il divino artefice sia via via perseguitato dalle creature che abitano al piano di sotto. Inquilini indocili del condominio, vicini rumorosamente fastidiosi, figli irrispettosi della preziosa eredità del padre. Insomma, tropo casino. Dio non può nemmeno dormire in pace. E nella sua infinita comprensione si insinua la reazione a catena dell.afflizione. Una specie di confusione a freddo, l.esplosione nucleare del mondo, l.atomizzazione dell.insopportabilità dell.esistenza. Dio si scatena, si libera e si diverte. A modo suo. E il lettore insieme a lui. Abbandona il domino con san Pietro, perché ha un nuovo passatempo. Giocare con l.umanità: «Quando vedo Adamo sul suo 4×4 metalizzato, con il cellulare in mano e una moto d.acqua a rimorchio, a fianco di una Eva ossigenata in pantaloni di pelle, mi vergogno di aver creato tutto questo». Così comincia a plasmare un piccolo grande inferno dentro il mondo degli adami e delle eve. Debutta con le macchie, ci prende gusto con il grigio lunedì, si entusiasma con la quotidianità e la sovrappopolazione, finisce per dilagare con gli animali carnivori, il whisky, i brufoli, le zanzare, gli incidenti d.auto, i fritti di McDonald, la noia, i sensi di colpa, le guerre di religione. E’ la moltiplicazione delle sventure. «Inventerò il senso di colpa, perché dà il tormento e impedisce di dormire. Farò credere agli uomini che è per causa loro che mio figlio è morto». Dio si scatena e aggiunge il petrolio: Servirà «ad alimentare fiamme che non si potranno spegnere, ad annerire il cielo, a mettere la terra a ferro e fuoco, ad avvelenare per anni i pesci e gli uccelli». Poi il motore a scoppio: «Grazie a Dio, avrebbe finalmente impedito alla brava gente di dormire». Getta sul mondo le malattie infantili, ottime per tormentare il sonno di tutte le madri. Con i soldi tutti impazziscono dietro alle banconote; quindi si accende la televisione che danneggia il cervello in modo irreversibile. Finché dal cielo piove merda con i piccioni e l’Africa viene desertificata dalle cavallette. Ed ecco, la svolta. Dio inventa una caterva di dei: «Con i testi sacri in una mano e il fucile nell.altra, in nome del loro dio si uccideranno fra di loro». Basta aggiungere una lettera alla campagna pubblicitaria: Armatevi gli uni gli altri. Tutto è pronto per la fine del mondo: tocca a George W. Bush e a Osama bin Laden. In appendice, le altre sintetiche ventidue invenzioni divine: «Prima ha inventato il cervello e poi l.emicrania: prima la cioccolata e poi i brufoli; prima la radio di Marconi e poi la tv di Berlusconi». Si sorride sempre con l’irriverente Fournier. 

 

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