"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

MIB III

20120603-220222.jpg

Mentre ero seduta sulle poltrone del cinema, e la donnina della Paramount inforcava i suoi occhiali da sole, tentavo di imitare il grande Peter David di fronte a John Carter e di ripetermi “please, be good”. Because if you say “please don’t suck” that pretty much does it (cit). Non ha funzionato. Sarà per la mia naturale mancanza di autocontrollo mentale, sarà perché… beh, diciamocelo, Men in Black III è un film meno che mediocre, un film in cui lo sceneggiatore sembra essere stato più volte sparaflashato (solo così si spiegano tante e tali incongruenze nella trama), un film che decide di misurarsi con il complicato tema dei paradossi temporali. Fallendo miseramente.
E dire che il primo quarto non sembra aver perduto il suo charme, con la sortita al ristorante cinese, nonostante sia un po’ uno shock vedere quanto sia invecchiato Tommy Lee Jones, e nonostante Zeta venga sostituito da una non proprio convincente Emma Thompson, un po’ troppo incline a sfoderare il suo sorriso (non) compiacente. Quando incominciano i problemi? Quasi subito, in realtà, con un villain decisamente non all’altezza dello scarafaggio interstellare o di Sirleena: Boris (l’animale) torna indietro nel tempo per uccidere l’agente K ed impedire che lo arresti, incidentalmente lanciando uno scudo interstellare che porterà all’estinzione la sua razza di conquistatori spaziali. Il presente viene riscritto, Kappa è morto a trent’anni (fatti tutti contromano) e l’unico a ricordare come stanno le cose è Jay. Non è dato sapere il motivo. Il prode agente decide quindi di lanciarsi in un salto (letteralmente) temporale, per battere Boris sul tempo ed ucciderlo prima che possa compromettere il futuro del suo taciturno e ombroso collega. Alieni anni ’70, sketch razzisti e il coinvolgimento dell’Apollo 11 non bastano a salvare una trama debole, il cui unico squillo di colore rimane il robinwilliamsiano uomo pentadimensionale, invischiato nella sua rete di futuri possibili e interpretato da Michael Stuhlbarg. Mancano i consueti equivoci, i rovesciamenti di prospettiva, i personaggi di contorno che hanno reso memorabili i primi film. E tutto ciò mi delude profondamente.

books and literature

Werewolves Wednesday: The Wolf-Leader (13)

A werewolf story by Alexandre Dumas père. Chapter XIII: Where it is demonstrated that a Woman never speaks more eloquently than when she holds her tongue As Thibault was talking to himself he did not catch the few hurried words which Suzanne whispered to the Baron;

Read More »
architecture, engineering and construction

The KPI Trap

How the Wrong Metrics Derail Digital Thinking (and What I Tell My Students About It) One of my students once proudly told me their Revit family—a window—had 42 parameters. They had worked hard on it, tuning and nesting constraints, adding types, and connecting dimensions to

Read More »
art and fashion

Exploring the Symbiotic Future in Sabrina Ratté’s Digital Art

In the heart of Milan, the MEET Digital Culture Center is currently hosting Realia, the first Italian solo exhibition of Canadian visual artist Sabrina Ratté. Running from March 13 to June 1, 2025, this immersive showcase delves into the convergence of technology and biology, inviting

Read More »
Share on LinkedIn
Throw on Reddit
Roll on Tumblr
Mail it
No Comments

Post A Comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

RELATED POSTS

Werewolves Wednesday: The Wolf-Leader (13)

A werewolf story by Alexandre Dumas père. Chapter XIII: Where it is demonstrated that a Woman never speaks more eloquently than when she holds her tongue As Thibault was talking to himself he did not catch the few hurried words which Suzanne whispered to the Baron;

Read More

The KPI Trap

How the Wrong Metrics Derail Digital Thinking (and What I Tell My Students About It) One of my students once proudly told me their Revit family—a window—had 42 parameters. They had worked hard on it, tuning and nesting constraints, adding types, and connecting dimensions to

Read More