"All this he saw, for one moment breathless and intense, vivid on the morning sky; and still, as he looked, he lived; and still, as he lived, he wondered."

Ghost Rider – Il ritorno

L’hanno fatto. Nessuno gliel’ha chiesto, nessuno lo aspettava, nessuno aveva fatto la fila di fronte agli studi della Columbia o si era incatenato alla loro macchinetta del caffè. Non che io sappia, almeno. Ma loro l’hanno fatto lo stesso. A cinque anni dalla prima prova, che vedeva Mark Steven Johnson alla regia, la Columbia è andata al supermercato, ha visto che c’era un’offerta e ha preso due registi al prezzo di uno per dirigere il nuovo, attesissimo (?) seguito di Ghost Rider al cinema. Ma attenzione, perché il primo regista, Mark Neveldine, è un uomo che praticamente non ha fatto altro ma che ha fatto roba come Crank, Crank: High Voltage e Gamer. E il secondo, Brian Taylor, era suo degno compare in tutte queste avventure. E qui la faccenda si fa interessante, perché Crank (con il suo seguito) è forse la più grande e la più godibile boiata d’azione dopo Wanted, e Gamer pure non era poi così male, sotto molti punti di vista. Certo, le prime recensioni statunitensi non sono entusiaste e il cast non sembra promettere esattamente faville. A parte il ritorno di Nicholas Cage, che per l’occasione ci regala un’espressione alternativa rispetto alle due standard con cappello e senza cappello, ovvero senza faccia, vediamo il fratello di Silente (anche in John Carter di cui si è recentemente parlato), lo Heimdall nero di Kenneth Branagh, Uther Pendragon di Merlin (che molti di voi ricordano con più affetto per il suo ruolo in Buffy e che effettivamente è impossibile ricordare con meno affetto di quanto non lo ricordi io per Merlin) ma soprattutto, soprattuto vediamo la partecipazione di un uomo che nel primo film, anche se non lo sapevamo, mancava tantissimo. Un uomo che combatteva Grendel con la spada laser molto prima di quella boiata wannabe pseudo-fantascientifica di Outlander. Sì. Proprio lui. Christopher Lambert.
Non siete già eccitati come delle faine?
No?
Non posso fare meglio di così, mi dispiace.
Il film, a quanto pare, è ambientato in una zona non meglio identificata dell’Europa Orientale, un’Europa Orientale vista attraverso gli occhi degli americani e che quindi è civilizzata tanto quanto lo sarebbe Hulk ad un ballo delle debuttanti: il Ghost Rider ci si è ritirato per controllare lo spirito della vendetta e riuscire a sfuggire al demonio (curioso, una volta l’Europa Orientale non ne era la dimora?), ma dovrà uscire dal suo ritiro quando un misterioso monaco appartenente all’Ordine di San Michele (istituzione della forza ratmaniana della Confraternita dei Tessitori di Wanted, sospetto) gli chiede aiuto per salvare un bambino su cui anche il demonio ha messo gli occhi.
È uscito il 17 negli Stati Uniti. Uscirà in Italia il 23 marzo. Quasi quasi mi faccio del male e vado a vederlo.

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1 Comment
  • Pingback:Shelidon › Ghost Rider – Spirit of Vengeance
    Posted at 08:00h, 30 April Reply

    […] in pochi avevano fatto i compiti, preparandosi con cose come Crank. Perché? Perché tutto in questo film è sopra le righe, a cominciare proprio dalla regia di Neveldine & Taylor, che firmano una […]

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