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Consigli di chirurgia plastica

Ho sempre detestato quando, in università, veniva richiesto “il plastico”. I plastici sono come certe fidanzate: ingombranti, sia fisicamente che emotivamente, richiedono un sacco di tempo e di attenzioni, bisogna portarle in macchina dappertutto e soprattutto sono dannatamente costose. Per cui posso capire se qualcuno dei nostri studenti del Forma Mentis Innovaction Award 2019 si sente […]

Ho sempre detestato quando, in università, veniva richiesto “il plastico”. I plastici sono come certe fidanzate: ingombranti, sia fisicamente che emotivamente, richiedono un sacco di tempo e di attenzioni, bisogna portarle in macchina dappertutto e soprattutto sono dannatamente costose.

Per cui posso capire se qualcuno dei nostri studenti del Forma Mentis Innovaction Award 2019 si sente colto dallo sconforto all’idea di fare un plastico da portare alla presentazione finale, il 4 giugno in occasione del SAS Forum.

Scrivo queste righe nel tentativo di rincuorarvi e, spero, di darvi qualche idea per trovare la vostra dimensione. Purtroppo i modellini fisici sono uno strumento fondamentale di espressione dei progettisti (se non mi credete leggete questa Storia dell’archutettura in 16 modelli: Architects do it with Models).

Modello rinvenuto a Gumelnita (Bulgaria), 4600 a.C.
Modello rinvenuto a Gumelnita (Bulgaria), 4600 a.C.

1. Uno strumento di comunicazione

Nella presentazione di un progetto, il modellino è uno strumento di comunicazione complementare agli altri. Con il modello voi raccontate qualcosa che non potreste raccontare altrimenti, valorizzate aspetti del progetto che altrimenti non avrebbero la giusta rilevanza. Fare un modellino che ripete informazioni già rappresentate altrove equivale un po’ ad estrarre due volte lo stesso prospetto.

In questo senso, potete avere due tipi di modelli: un modello geometrico e un modello di dati. Il primo è naturalmente il più diffuso: si tratta di un modello in cui decidiamo di rappresentare le geometrie del progetto, spesso per sottolinearne alcuni aspetti formali come le volumetrie, le proporzioni con il contesto o l’uso dei materiali. Qualche esempio:

1.1 Rappresentare solo l’elemento importante

 

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L’elemento che conferisce la forma all’edificio è l’andamento dei solai: nel plastico si è deciso di rappresentare solo quelli.

1.2 Modellini di “Massing”

L’approccio progettuale spesso inusuale dello studio londinese Piercy & Company si riflette di frequente nelle loro scelte in termini di modelli. Per il progetto di una residenza nel quartiere di Kew, vincitrice del RIBA House of the Year Award nel 2015, lo studio ha deciso di intagliare pianta e sezione all’interno di un blocco delle proporzioni di un libro, mentre i modellini per il co-working in Spring Place e la Dayton Green Church sono dei piccoli gioielli per ottimizzazione del dettaglio e scelta dei materiali.

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1.3 Modellini di “Landscape”

Parte della sfida che si trovano ad affrontare i nostri studenti risiede nell’oggetto del concorso, ovvero un parco. Tra i miei modelli preferiti per quanto riguarda il landscape, questa soluzione di Will Priest per il modello di un’area a Bollington. Il plastico combina l’uso di una macchina a controllo numerico per la base, la realizzazione estremamente concettuale dei blocchi edificati e una grande attenzione nella scelta dei materiali per il verde. Il risultato è contemporaneamente semplice e di grande effetto.

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2. Non solo geometrie

La categoria di modelli che personalmente preferisco (come potrebbe essere prevedibile per chi mi conosce) sono i modelli che non parlano (solo) della geometria ma ci raccontano qualcosa di più. Qualche esempio, dai meno innovativi fino ad arrivare a qualcosa di decisamente hardcore.

2.1 Materiale per funzione

Non è necessario che la scelta dei materiali rispecchi i materiali che verranno utilizzati per il progetto: soprattutto nelle prime fasi, o ad una scala per la quale è adatta una rappresentazione di “massing”, non è l’informazione più interessante. È il caso della scelta fatta per questo modellino della cittadina di Dortmund in Germania, realizzato dal dipartimento di modellistica dell’università di Manchester.

Blocks were then spray painted with shades of white and grey to identify their general usage, broken down into residential, public, commercial and industrial. though nearly finished to a presentation-quality standard, in future we are looking to add trees to the model as the union quarter is a particularly green urban area.
– Daniel Kempski & Peter Lee December 2015

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2.2 Visual Analytics

L’importanza dell’analisi dati all’interno dei nostri progetti dovrebbe essere stata ormai percepita (c’è un motivo se stiamo lavorando così a stretto contatto con SAS e la presentazione finale dei progetti sarà al SAS Forum). Quello che normalmente viene espresso tramite grafici può anche essere espresso tramite modellini. È stato ad esempio il caso dei modelli Cities by Numbers in esposizione alla Biennale di Architettura del 2006: i modelli rappresentavano la densità abitativa distribuita sul territorio, come un grande istogramma geolocalizzato (grazie a Mason White per le foto).

2.3 Modelli interattivi

Decisamente più complicati da realizzare per una presentazione “mobile”, meritano comunque una menzione i modelli interattivi e/o che fanno uso di proiezioni per aggiungere un layer di informazioni sopra la rappresentazione fisica. È il caso, ad esempio, del nuovo modello in scala 1:2000 della città di Londra, in esposizione al Building Center in Tottenham Court Road.

New London Model detail, New London Architecture exhibtion.


3. Altre soluzioni

In un mondo di plastici noiosi e di archistar mancate, le vere star non mancano mai di sorprenderci. È il caso di queste tre soluzioni insolite ed estremamente creative scelte da altrettanti professionisti dell’architettura per comunicare le loro idee attraverso una maquette.

3.1 Olafur Eliasson: il modello in un libro

Olafur Eliasson è uno straordinario artista e designer danese di origini islandesi. Nel 2006, su commissione del Library Council of The Museum of Modern Art di New York ha realizzato la pubblicazione Your House, ritagliando in negativo lo spazio di una casa tra le 908 pagine di un libro.

 3.2 Bjarke Ingels: do it with LEGO

Non è troppo difficile far accettare un modellino fatto con mattoncini LEGO quando sei l’architetto ufficiale del gruppo, ma nel 2007 ha comunque sorpreso l’idea di realizzare in quel modo il modellino in scala 1:50 per una proposta di un complesso a Copenhagen. Il modellino è stato esposto a New York durante l’esposizione BIG City. L’utilizzo del materiale è un’apologia di quella che viene chiamata Systematic Creativity, ovvero la caratteristica dei mattoncini da costruzione di porsi in perfetto bilanciamento tra la libertà creativa e la necessità di muoversi all’interno di un sistema, comprendendone le regole.

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Through systematic creativity, children of all ages are empowered with the tools to create their own worlds and to inhabit them through play. At its finest – that is what architecture – and LEGO play – is all about: enabling people to imagine new worlds that are more exciting and expressive than the status quo, and to provide them with the skills to make them reality.
— Bjarke Ingels

3.3 Color it blind

La maggior parte dei modelli soffre di un gusto per il falso minimalismo. Non è il caso dei modelli dello scultore congolese Bodys Isek Kingelez, che sceglie vibranti colori per restituire lo spirito delle città che immagina e rappresenta. I suoi lavori sono stati in mostra al MoMA nell’esposizione City Dreams dell’anno scorso. Come nelle mappe antiche, vengono rappresentati solo gli edifici di rilievo e il resto del tessuto connettivo è lasciato all’immaginazione.

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4. Ulteriori riferimenti

Tom PorterArchitectural Supermodels: Physical Design Simulation. 2000, Architectural Press.

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Criss B. MillsDesigning with Models: A Studio Guide to Architectural Process Models. 2011, Wiley.

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