Namor – Royal Blood

L’ho già detto e, se volete, lo ripeto (ma anche se non volete): a me l’idea di voler portare alla ribalta i pochi e scalcinati vampiri già presenti nell’universo Marvel pare un’idea balorda tanto quanto quella grossa boiata di Marvel Zombies (ma senza l’attenuante di essere una realtà alternativa). Epperò a me Namor piace: mi […]

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L’ho già detto e, se volete, lo ripeto (ma anche se non volete): a me l’idea di voler portare alla ribalta i pochi e scalcinati vampiri già presenti nell’universo Marvel pare un’idea balorda tanto quanto quella grossa boiata di Marvel Zombies (ma senza l’attenuante di essere una realtà alternativa). Epperò a me Namor piace: mi è sempre piaciuto questo personaggio che ora sta con te e domani chissà, ti infilerà il suo tridente in quelle profondità degli abissi dove non batte quasi mai il sole, un personaggio tale per cui, come disse qualcuno tempo fa, se non muove guerra al mondo di superficie ogni qualche anno noi fan ci lamentiamo che si è imborghesito. E in questo frangente persino Olivetti, che su X-Factor non mi era affatto piaciuto, sembrava essersi ingentilito. Così, presa da un momento sgurz, ho ceduto ad acquistare questo albo.
Delusa?
Mah.
Procediamo con ordine.

Tanto per cominciare, qualcuno spieghi a Marco Rizzo che la definizione “il primo mutante” riferita a Namor è un po’ meno semplice da spiegare e non può sperare di cavarsela con un «il primo a manifestare poteri nel ventesimo secolo». La storia è stata ripetutamente smentita, da gente che solitamente è meglio non far incazzare: Apocalisse, mutante del XXX secolo a.C. secondo la miniserie Rise of Apocalypse del 1996 (Terry Kavanagh e Adam Pollina); Selene, attiva almeno dal 10000 a.C.; il dimenticabilissimo Exodus di Lobdell e Quesada, nato nel XXII secolo. Non valgono? Ok, quantomeno lo affiancano gente di tutto rispetto come Wolverine (la cui storia di origini che tutti vorremmo dimenticare lo mostra manifestare il suo potere verso la fine del XIX secolo) o Mystica e Destiny (entrambe dichiarate attive quantomeno ai primi del secolo). Quindi di che cazzo si parla quando si dice che Namor è il “primo mutante”? Strana domanda. Solitamente ci si riferirebbe alla pubblicazione, ma se qualcuno si ricorda la lezione di Kitty Pryde in House of M #1, la versione alternativa della donna intangibile affermava, testualmente, «Namor è considerato il primo mutante». Come stanno quindi le cose? Ah, ragazzi, non guardate me: ho solo detto che la questione meritava un maggiore approfondimento, ma non ho mai detto di aver una buona spiegazione.
In ogni caso, convengo che sparare sull’editore di questo albo è un po’ come sparare sulla proverbiale croce rossa in panne sul passaggio a livello con autista sordomuto e direttissimo in avvicinamento. Questo albo è tutto sbagliato, a cominciare dalla data di pubblicazione (a svariati mesi dalla storia in cui gli X-men sono stati attaccati da Xarus e dai suoi vampiri, leggere i dietro le quinte della vicenda rimane un po’ futile), passando per le note e, secondo alcuni, arrivando al formato. Stendiamo quindi un velo pietoso, e parliamo della storia.

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Tutto sommato, pur trattandosi di vampiri, della testa di Dracula e di altre vaccate, devo ammettere con molto pudore e ricontrollando due volte che sotto sotto, quasi quasi, tra una pagina e l’altra, questa roba non è così completamente male. Intanto, a differenza di alcuni, ho apprezzato l’operazione con cui Stuart Moore prova a reinventarsi dei vampiri da inserire nelle profondità marine. Sono le stesse creature di superficie, in fondo, la stessa “maledizione” appiccicata su un homo mermanus, ma allo stesso tempo vengono presentati attraverso il filtro di un’altra cultura – quella atlantidea appunto – che è stata l’unica in passato ad averci fatto i conti. Certo Atlantide non è più quella di una volta, molte brutte faccende sono accadute e ora i rimanenti sono esuli in una colonia al largo di Utopia, Namor è (momentaneamente) alleato degli X-men e la sua gente (al solito) trova da ridire sulla sua gestione (proprio non capisco come mai). Ma nonostante le premesse, nonostante il rischio che questa storia corre di essere semplicemente uno specchio di quanto accaduto in superficie o un’eco di cose già lette, per molti versi riesce a mantenere qualche sprazzo di originalità. Almeno fino al colpo di scena in perfetto stile “Luke, io sono tuo nonno”. Buoni alcuni personaggi, tra cui la vecchia bagascia con un occhio solo, buoni alcuni spunti, tra cui l’incantesimo per ritorcere il sale contro gli aqueos, buona anche la storiella in appendice su Loa, che ci riporta un po’ al passato del submariner, anche se non l’ho trovata bella da strapparsi le vesti al contrario di altri. Olivetti ai disegni, in fondo, non è male e le copertine di Jae Lee sono molto belle. O lo sarebbero se non ricordassero quelle di The Dark Tower talmente tanto da andare ben oltre l’autocitazione (pregasi confrontare la copertina del numero 4 con la copertina di La lunga strada verso casa #4, grazie). Tutto sommato un volume che magari non mi sento di consigliare, ma che si è rivelato meno peggio di quanto si potesse essere portati a supporre.

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7 Comments

  1. Mi sei mancata, mi sono mancate le tue recensioni e i tuoi post :)

    Mi fa molto piacere che ci siamo ritrovati!

    Comunque Jae Lee fa tutte le cover uguali ormai, anche quelle di Wolverine che sono state pubblicate ultimamente XD

    X-Bye

  2. Il cagnaccio ormai è diventato famoso, più o meno XD

    Comunque ho visto che anche te aspetti John Carter (of Mars), speriamo bene… e speriamo che non siano vere le voci che dicono che la Disney ha sbagliato completamente a pubblicizzare il film…

    Io incrocio le dita che vada tutto bene…

  3. Dalle note: “il sovrano di Atlantide è un mutante vero e proprio… anzi, il “primo mutante”, si potrebbe dire, visto che pare sia stato il primo a manifestare i propri poteri nel XX secolo”. Tolti i “potrebbe”, cosa c’è di sbagliato nel dire che è stato il primo mutante a manifestare i suoi poteri nel XX secolo, visto che quelli che citi, da Apocalisse a Selene, sono nati prima? Cmq, primo mutante è una definizione di comodo usata dalla Marvel anche per intendere “il primo mutante pubblicato”. Ti immagini scrivere come sottotitolo della testata “The first mutant, but… wait! there’s someone else! here they are: etc etc” ;)

  4. Marco, grazie di essere passato di qui: non c’è nulla di tecnicamente “sbagliato” nel dire che Namor è il primo mutante ad aver manifestato i suoi poteri nel XX secolo, ma ammetterai che è una giustificazione un po’ cavillosa ad un titolo di puro marketing poi smentito dalla stessa continuity Marvel. Avrei trovato più interessante trovare la “solita” spiegazione sul come mai Namor non sia davvero il primo mutante e su quali siano i suoi predecessori, o semmai su come per i personaggi possa esserlo (magari appigliandosi alla famosa lezione di Kitty su House of M). O, in caso lo spazio tiranno non avesse consentito tali digressioni, avrei forse preferito che l’argomento non venisse toccato, anziché venir sfiorato in modo un po’ superficiale. A modo suo trovo che sia un argomento interessante. E poi the first alleged mutant non suona così male. Certo a Namor non piacerebbe. Per niente.

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